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Lecco-Catanzaro: Iemmello e Vandeputte brillano, soffre Krajnc. Le pagelle

Pontisso e Situm garanzie, Ghion cala nella ripresa. E Donnarumma è in crescita

Dieci punti in quattro partite. Un bottino invidiabile, che consente al Catanzaro di affrontare la sosta da prima in classifica (in coabitazione con il Parma). La terza vittoria consecutiva arriva sul neutro dell’Euganeo di Padova contro il Lecco di Foschi. E arriva in maniera sofferta, dopo aver giocato un primo tempo da accademia e con svariate occasioni da rete sprecate dai ragazzi di Vivarini. Nella ripresa, dopo il 2-0 firmato Vandeputte, un altro errore da matita blu: le Aquile riducono le pressioni e consentono al Lecco di riguadagnare campo, tanto che i blucelesti riescono addirittura a pareggiare i conti. Solo una reazione d’orgoglio nel finale frutta al Catanzaro il controsorpasso decisivo. Di seguito, le pagelle del match:

Fulignati 6 – Un gatto su una conclusione insidiosa di Lepore dalla distanza, ma qualche minuto più tardi si dimostra poco reattivo sulla rete di Novakovich. Nulla può in occasione degli altri due gol del Lecco. Per il resto ordinaria amministrazione e solita impostazione “da regista” coi piedi. 

Situm 6,5 – Il gol del 2-0 è la dimostrazione plastica dell’ottima sinergia sull’out destro tra il croato e Sounas. Spinge appena può in avanti, con la collaborazione proficua del greco, e in difesa è la solita garanzia. (dal 13’st Katseris 5,5 – Subentra a Situm quando il Lecco aumenta la pressione e ne paga le conseguenze. Il suo impegno in fase di spinta è notevole, ma in difesa soffre Lepore).

Scognamillo 6 – Si impegna con grande sacrificio nella prima frazione, facendo buona guardia dietro con i movimenti giusti e aiutando i suoi nella gestione della palla. Cala nella ripresa, quando il Lecco aumenta i giri del motore. 

Brighenti 6.5 – Dirige con “cazzimma” il reparto difensivo nella prima frazione e concede le briciole agli avversari, gestendo con il solito ordine anche le situazioni più scomode e curando con efficacia la costruzione del basso. Soffre nella ripresa, al pari dei suoi colleghi di difesa.

Krajnc 5,5 – Ancora non al 100%. Rispetto al più propositivo Situm, resta arroccato in difesa e amministra con personalità il pallone quando transita nella sua zona di competenza. Non commette errori particolarmente rilevanti fino al terzo gol del Lecco, in occasione del quale si fa superare ingenuamente da Eusepi. Da non ripetere.

Sounas 7 – Dimostra ancora una volta di essere a suo agio nella posizione di mezzala, spingendosi a tratti sulla trequarti. Lavora bene con Situm sulla fascia destra e gol di Vandeputte, propiziato dal suo assist, ne è la prova più lampante. Cala nell’ultima fase del match, ma la sua prestazione resta ampiamente sopra la sufficienza. (dal 34’st Pompetti s.v.).

Ghion 6,5 – Impeccabile nella prima frazione, dirige la manovra con qualità e lavora tanti palloni aiutando la squadra a macinare gioco. Cala vistosamente nella ripresa, quando a causa del pressing avversario non riesce a trovare gli spazi giusti che gli consentono di liberare la giocata decisiva. 

Pontisso 7 – Una garanzia. Fa girare il pallone con precisione e si inserisce tra le linee avversarie con i tempi giusti, correndo senza mai risparmiarsi. Trova corridoi interessanti per i compagni e mantiene gli equilibri della squadra, dando una grande mano in fase di interdizione. (dal 13’st Verna 6,5 – Decide la partita con una rete dall’enorme importanza. Solita prestazione di grande sacrificio e quantità al servizio dei compagni).

Vandeputte 7 – Palla al piede, “le petit diable” è inarrestabile. Gioca spesso di prima e lo fa bene, aprendo spazi importanti con i suoi movimenti verso il centro del campo. Con il suo destro esplosivo disegna il traversone che Iemmello converte in rete per il vantaggio giallorosso e a inizio ripresa realizza da distanza ravvicinata il gol del raddoppio. Il valore aggiunto di questa squadra. 

Biasci 6 – Tanta corsa e ottimi movimenti su tutto il fronte offensivo. Non dà punti di riferimento alla difesa avversaria e attacca spesso la profondità, ma è meno lucido del solito e spreca diverse occasioni da gol. (dal 22’st D’Andrea 6.5 – ancora una volta, entra in campo con l’obiettivo di spaccare la partita. Velocità e dribbling: con le squadre stanche, il gioiellino di proprietà del Sassuolo diventa l’arma in più del Catanzaro).

Iemmello 7 – Un palo, un gol annullato, un altro negato solo da un riflesso felino del portiere avversario. Poi il primo gol in campionato, ciliegina sulla torta di una prestazione sopra le righe. E’ un bomber, sì, ma soprattutto un centravanti di manovra che con i suoi movimenti serve i compagni propiziando quasi tutte le azioni offensive del Catanzaro. Sembra aver smaltito in pieno le noie muscolari. (dal 22’st Donnarumma 7 – Entra in campo in un momento complicato per il Catanzaro. Spreca subito una ghiotta palla gol, poi propizia quella siglata da Verna (colpo di testa intercettato dal portiere bluceleste) e qualche minuto più tardi realizza quella decisiva. Non è ancora al meglio della sua condizione fisica, ma è in netta crescita).

Vivarini 7 – Il Catanzaro inanella tre vittorie consecutive e arriva alla sosta da primo in classifica (in coabitazione con il Parma). Un momento d’oro straordinario, propiziato dal carattere e dalle qualità di questa squadra, ma è ancora prematuro alimentare entusiasmi. Il primo tempo del Catanzaro, per stessa ammissione del tecnico giallorosso, è da accademia: possesso palla prolungato, reparti corti, scambi rapidi, numerose occasioni da rete. E, proprio per questo motivo, andare all’intervallo sul risultato di 1-0 è veramente troppo poco. La ripresa inizia sulla falsariga di quanto visto nella prima frazione e Vandeputte aumenta le distanze, poi però la squadra si disunisce e riduce le pressioni favorendo la riconquista di larghe porzioni di campo da parte dei lombardi. In questo intervallo di tempo, il Lecco riesce addirittura a pareggiare i conti e solo una reazione veemente e carica di orgoglio frutta al Catanzaro il controsorpasso. Questi momenti di blackout non sono concepibili in una categoria come la Serie B: Vivarini dovrà lavorarci su, ma resta la prestazione autoritaria e convincente della sua squadra.  

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