Michele Mignani lascia Cesena con l’amaro in bocca per una sconfitta che non ritiene meritata. Il Catanzaro, dopo un primo tempo equilibrato e una ripresa in crescita, è stato beffato al minuto 83 dal colpo di testa di Gelli sugli sviluppi di un calcio piazzato, chiudendo il match sull’1-0.
L’amarezza del tecnico
“Nel primo tempo la partita è stata equilibrata: ci siamo difesi con ordine e abbiamo cercato di ripartire. Qualche occasione poteva essere sfruttata meglio”, racconta il tecnico. “Nella ripresa siamo cresciuti e abbiamo preso il pallino del gioco in mano, poi siamo stati beffati su un calcio di punizione. La sconfitta è immeritata e ci lascia con l’amaro in bocca”.
Un primo bilancio
Mignani fa un bilancio del proprio percorso, riconoscendo che il tempo di lavoro è stato ancora poco. “A Benevento sono arrivato il giorno prima e ho potuto metterci poca mano. Nella seconda partita abbiamo fatto bene e anche oggi con grande applicazione. Il lavoro non viene gratificato dal risultato in questo momento: avremmo meritato qualcosa in più rispetto alla partita con il Padova”. Il messaggio è chiaro: non bisogna abbattersi. “A volte il calcio riserva vittorie e sconfitte non meritate. Il Cesena ha fatto la sua partita e faccio i complimenti agli avversari, ma la mia squadra non ha meritato di perdere”.
Le scelte tattiche
Il tecnico spiega anche le scelte tattiche e l’idea di rompere il blocco bianconero. “L’avevamo preparata cercando di rompere la loro linea: volevamo trovare Iemmello tra le linee per far avanzare uno dei due centrali. I loro centrocampisti sono stati bravi a fare filtro”. Su Tchaouna, schierato per sfruttare gli spazi nell’uno contro uno, il giudizio è positivo: “L’idea nasceva proprio da lì. Lui ha fatto bene anche nell’occasione del salvataggio sulla linea, con un bel movimento”.
Il rimpianto
Mignani insiste sul fatto che il Catanzaro stava giocando bene e aveva preso più campo rispetto al Cesena. “Secondo me la squadra stava giocando bene e aveva preso più campo. Quando perdi prendendo gol su calcio piazzato significa che si poteva fare qualcosa di meglio”. Il rimpianto è proprio per l’episodio decisivo, che ha condannato una prestazione altrimenti solida. “Non possiamo abbatterci perché il campionato è ancora lungo e già oggi si è visto qualcosa”, ha concluso il tecnico.



Mister Mignani lei ha messo ordine e sta facendo vedere un gioco, ma purtroppo non abbiamo giocatori di qualità, abbiamo mezzi giocatori, con sprazzi di qualità.