Pigliacelli 6 – Il palo gli dà una mano, mentre sul rigore non ha margini per intervenire. Per il resto non deve ricorrere agli straordinari: una serata con pochi interventi, senza responsabilità particolari sul risultato.
Ruggero 6 – Bada soprattutto alla concretezza, evitando rischi inutili e mantenendo una discreta attenzione nella propria zona. Non emerge per iniziative personali, ma porta a termine il compito senza errori significativi.
Antonini 5,5 – Non sempre trova la posizione migliore per controllare gli sviluppi offensivi del Benevento. L’ammonizione rimediata nei primi minuti della ripresa, forse severa, complica ulteriormente la sua partita e convince Mignani a non rischiare (dal 15’st Frosinini 6 – Si inserisce bene nel confronto, con un approccio pronto e una presenza utile per dare maggiore affidabilità al reparto)
Imperiale 6 – Nei passaggi più complicati è spesso lui a intervenire per rimediare alle difficoltà collettive. Una prestazione pratica, fatta di coperture e attenzione, che contribuisce a limitare i danni.
Dorval 5 – Continua a mancare il contributo che il Catanzaro si aspetta dalle sue qualità. Poco incisivo nelle iniziative e lontano dalla brillantezza mostrata a Bari, non riesce a trovare continuità né a dare una svolta alla propria serata. Il nuovo corso dovrà provare a recuperarlo anche sul piano della fiducia (dal 15’st Di Francesco s.v.
dal 35’st Buso 7 – Gli bastano pochi minuti per cambiare il peso della serata. Entra con determinazione e firma il pareggio, trasformando uno spezzone finale in un contributo decisivo: è l’uomo che restituisce ossigeno al Catanzaro)
Petriccione 5,5 – Il Benevento gli toglie tempo e spazio, costringendolo a lavorare più per resistere alla pressione che per organizzare la manovra. Con il passare dei minuti acquista maggiore presenza fisica, ma non trova la precisione sulla punizione da posizione invitante (dal 27’st Pafundi s.v.)
Tchaouna 5,5 – Si assume responsabilità nella prima costruzione, abbassandosi fino a ridosso dei difensori per cercare palloni e soluzioni. Mostra intraprendenza nella prima frazione, ma dopo l’intervallo perde visibilità e non riesce più a incidere sullo sviluppo del gioco.
Alesi 6 – Non illumina la partita, ma ne accetta fino in fondo il lato più faticoso. Insegue, contrasta e sostiene i compagni con raddoppi puntuali: una sufficienza costruita sulla disponibilità e sul lavoro senza palla.
Candela 5,5 – La necessità di sorvegliare Cherubini ne limita sensibilmente la libertà offensiva. Resta basso, accompagna poco e finisce coinvolto nell’episodio del rigore: una partita condizionata più dai problemi da risolvere che dalle possibilità di proporsi (dal 27’st D’Alessandro 6 – Porta qualità e una maggiore capacità di creare situazioni favorevoli sulla fascia. Da una sua iniziativa nasce il calcio d’angolo del pareggio, poi continua a partecipare alla pressione conclusiva. Un ingresso che alimenta il rimpianto per non averlo visto prima)
Iemmello 5 – Riceve pochi palloni utili ed è spesso costretto a cercarli lontano dalla porta, ma le difficoltà della squadra non spiegano tutto. Gli mancano incisività e capacità di trascinare i compagni: non arriva mai a rendersi minaccioso, chiudendo senza conclusioni una serata opaca.
Koffi 5,5 – Prova a offrire un appoggio per far risalire la squadra e trova anche qualche soluzione interessante, ma perde troppi confronti individuali. Il suo lavoro rimane isolato, senza i collegamenti necessari per trasformarlo in pericolosità.
Mignani 6 – In appena ventiquattro ore non poteva dare una nuova identità al Catanzaro, e il campo conferma quanto sia impegnativo il lavoro che lo attende. La squadra fatica a costruire, subisce a lungo l’iniziativa del Benevento e trova soltanto nel finale un pareggio più prezioso che rappresentativo dell’andamento della gara. Dalla panchina arrivano però le risorse per restare aggrappati al risultato: D’Alessandro dà qualità, Buso firma la rete che evita un’altra sconfitta. È un punto da accogliere come una prima boccata d’ossigeno, non come la soluzione ai problemi: serviranno organizzazione, fiducia e una proposta offensiva più riconoscibile per rimettere davvero in moto il Catanzaro.



Certo che I tifosi delle aquile sono proprio speciali, quando c è da emettere giudizi al veleno è pieno di commenti, oggi che il malato è ancora malato sia chiaro, ma ha dato segni di poter provare a guarire tutto tace…… Forza mister mignani forza ragazzi che non siete dei brocchi ricordatevi che siamo il CATANZARO.