Catanzaro-Ascoli, Gorgone: “La stagione può prendere ancora una piega diversa”

Il tecnico giallorosso: "L'unica cosa che mi preoccupa per la prossima partita è che la squadra possa scendere in campo con paura"

Il cammino in Serie B del Catanzaro prosegue con la sfida del “Ceravolo” contro l’Ascoli. Un appuntamento in cui i giallorossi sono chiamati a conquistare i tre punti per invertire la rotta e allontanarsi dalle sabbie mobili della classifica. “Percepiamo il momento — ha ammesso il tecnico giallorosso Giorgio Gorgone in conferenza stampa — ma la squadra è consapevole di poter risalire la china. La strada da percorrere è chiara. L’assetto visto a Verona era quello che serviva per quella gara e potrà essere riproposto anche nelle prossime uscite”.

LA TRASFERTA DI VERONA

Ripartire dalla grinta e dallo spirito mostrato a Verona. “Abbiamo preso qualcosa e lasciati altri aspetti per strada – ha spiegato Giorgio Gorgone – Il risultato ti aiuta a vedere il bicchiere mezzo pieno, soprattutto contro una squadra di livello alto. Ciò che avevamo proposto nelle prime cinque partite non era frutto del caso: oggi la testa condiziona molto il rendimento della squadra in campo”. Sull’aspetto psicologico: “A Verona siamo rimasti in superiorità numerica nel finale per l’infortunio di un avversario; tuttavia, quando la squadra non è serena, subentra la paura di subire una beffa, come già accaduto in altre occasioni quest’anno. È un meccanismo umano e normale, ma sul piano del gioco e della fase di possesso mi aspetto sicuramente dei progressi”.

L’INSIDIA ASCOLI

Al “Ceravolo” è attesa una matricola in salute: “Incontreremo una squadra che gioca bene a calcio e ha un’identità molto chiara. È un gruppo composto da ragazzi di qualità, con la miglior difesa del campionato e che concede qualcosa nelle transizioni, come tutte le squadre che cercano di fare la partita. Non troveremo la Carrarese che ci ha aspettato per novanta minuti. ma un avversario capace di metterti all’angolo. Bisogna essere consapevoli che si può soffrire anche contro una formazione proveniente dalla Serie C. A Catanzaro ho trovato un pubblico che sa riconoscere quando la squadra si impegna e quando fa bene o male. Come tutte le sfide di Serie B, anche questa si deciderà sugli episodi, ma va interpretata in maniera differente rispetto alle ultime uscite. Davanti al nostro pubblico dobbiamo avere la forza e il coraggio di vincere”.

I SINGOLI

Sull’ipotesi di impiegare Pafundi come mezzala di squilibrio: “Può interpretare quel ruolo, ma deve crescere nella fase di interdizione, soprattutto in momenti in cui la squadra non ha ancora la massima fiducia. Mi è piaciuto come è entrato a Verona, ma può e deve fare di più. Quando inserisci giocatori di qualità serve uno sforzo supplementare da parte di tutti: in fase di non possesso non possiamo permetterci di perdere uomini”. Poi, su Arditi: “Alla fine è sempre il risultato a stabilire se hai ragione o meno, ma il suo subentro a Verona mi è piaciuto molto, così come quello di tutti gli altri. In questo momento penso soltanto all’Ascoli e non al turnover: è un ragazzo che meriterebbe spazio, ma per scegliere l’undici titolare valuto tanto anche l’importanza e il peso specifico della gara”.

Sugli elementi che hanno giocato meno finora: “Sono sempre presenti agli allenamenti, anche se stanno trovando pochissimo spazio. Quando la rosa è numerosa c’è il rischio di perdere qualcuno per strada, ma non siamo nella posizione di poter fare troppi stravolgimenti, pur sapendo che si può sbagliare .Con tre partite in una settimana si vedrà sicuramente qualcosa di diverso: devono avere la pazienza di farsi trovare pronti”.

FIDUCIA

Il gruppo squadra segue Gorgone e la società è dalla sua parte: “Non conoscevo prima né la famiglia Noto e né il direttore Polito, quindi non c’è una simpatia nei miei confronti a prescindere. Gli errori da parte mia ci sono stati ma non serve a niente analizzarli in questo momento. Se qualcuno non mi seguisse l’avrei percepito e nella vita bisogna essere uomini: posso assicurare che nessuno sta remando contro di me. Penso di essere molto stimato dal gruppo anche se ho commesso degli errori”.

LA FRAGILITA’ DEI CALCI PIAZZATI

Gorgone non nasconde le proprie preoccupazioni sulla vulnerabilità del Catanzaro da calcio piazzato: “Sulle palle inattive i valori si azzerano, a meno che non si incontri un avversario visibilmente più strutturato sul piano fisico. È un aspetto però che stiamo analizzando con ancora maggiore attenzione nelle ultime uscite: a volte pagiamo qualcosa in termini di centimetri rispetto agli avversari, e stiamo valutando la formazione da mandare in campo anche in funzione di questo aspetto”.

I FISCHI DELLA GENTE

Gorgone comprende appieno il malcontento della piazza: “Trovo assolutamente normale che la gente contesti, soprattutto me, quando le cose non vanno per il verso giusto. Non porto mai rancore: il dissenso fa parte del gioco e sono convinto che i tifosi siano i primi pronti ad applaudirci se domani dovessimo vincere. I fischi sono legittimi, ma la squadra non deve bloccarsi psicologicamente, altrimenti diventerebbe un problema davvero grosso. Mi auguro che il pubblico ci sostenga anche nei momenti di sofferenza. La bellezza di questo sport sta nel regalare gioia alla gente e io, in questo momento, non ci sto riuscendo: dispiace in primis a me, non solo ai nostri sostenitori. Credo però fortemente che questa stagione possa prendere ancora una piega diversa. L’unica cosa che mi preoccupa per domani è che la squadra possa scendere in campo con la paura: un po’ di tensione è fisiologica e dimostra quanto ci si tenga alla causa, ma non bisogna mai oltrepassare il limite”.

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2 Commenti
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Masino
28 secondi fa

Credo di non sbagliarmi ma la squadra se acquista serenità ci divertiremo. Fuori la paura e tensione giochiamo a calcio che i risultati arriveranno. Questi ragazzi terribili ci daranno soddisfazione.
FORZA CATANZARO SEMPRE

Commento da Facebook
1 ora fa

Si una piega diversa se te ne vai tu dalla panchina sei troppo incompetente

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