Quella del Catanzaro nel 1971 appartiene alla seconda categoria: per la prima volta una squadra calabrese conquista la Serie A. Dietro quel traguardo c’è una stagione costruita contro ogni previsione, un finale al cardiopalma e un gol che i tifosi giallorossi più anziani ricordano ancora a memoria.
Una squadra da cui nessuno si aspettava molto
Nell’estate del 1970 il presidente Nicola Ceravolo affida la panchina a Gianni Seghedoni, ex centrocampista di Bari e Lazio. La scelta suscita più di un dubbio, anche perché la rosa è praticamente la stessa che pochi mesi prima si era salvata a fatica in Serie B. Seghedoni però trasforma quel gruppo in una squadra compatta e difficile da battere, con Pozzani in porta, Banelli e Silipo in difesa e Angelo Mammì a guidare l’attacco.
Oggi la Serie A si racconta anche attraverso numeri e quote aggiornate in tempo reale su piattaforme come NetBet.it. Per il Catanzaro di quegli anni la massima serie era un traguardo mai raggiunto, che nessuno indicava come obiettivo alla vigilia del campionato.
Una corsa a quattro fino all’ultima giornata
Il campionato 1970-71 si trasforma presto in una battaglia serrata. Il Mantova chiude primo con 48 punti, ma alle sue spalle tre squadre arrivano appaiate a quota 47: Atalanta, Catanzaro e Bari. Il cammino dei giallorossi racconta la solidità di quella squadra: 17 vittorie, 13 pareggi e 8 sconfitte, con 37 gol segnati e appena 27 subiti. Nelle settimane decisive arrivano anche due vittorie per 1-0 contro Atalanta e Bari, proprio le rivali con cui il Catanzaro si giocherà tutto.
Lo spareggio a tre
Con due posti in palio e tre squadre a pari punti, il regolamento prevede un girone di spareggio in campo neutro. L’Atalanta vince entrambe le partite, 2-0 sul Bari e 1-0 sul Catanzaro, e conquista la promozione. Resta un solo posto, e si decide nello scontro diretto tra calabresi e pugliesi.
È il 27 giugno 1971. Il Catanzaro affronta il Bari sapendo che non c’è un’altra possibilità. A decidere è Angelo Mammì, che firma l’1-0 e consegna ai giallorossi la prima, storica promozione in Serie A. In città la festa dura giorni: il calcio calabrese entra per la prima volta nel campionato più importante d’Italia.
La prima volta in Serie A
La stagione 1971-72 è durissima per una squadra alla prima esperienza nella massima serie, ma regala ai tifosi un’altra pagina indimenticabile. Alla prima giornata del girone di ritorno il Catanzaro batte la Juventus, e a segnare è ancora Mammì, con un colpo di testa in tuffo su un campo trasformato in pantano dalla pioggia. A fine campionato arriva la retrocessione, ma il segnale è chiaro: la Calabria ha dimostrato di poter stare tra le grandi.
Le radici di un’epoca
Quella promozione apre la strada agli anni migliori della storia giallorossa. Il Catanzaro tornerà in Serie A nel 1976 e poi nel 1978, vivendo la stagione d’oro con Carlo Mazzone in panchina, Massimo Palanca in attacco e giocatori come Claudio Ranieri, fino ai due settimi posti dei primi anni Ottanta. Senza il gol di Mammì e la squadra di Seghedoni, quella storia probabilmente non sarebbe mai cominciata.


