Pigliacelli 5,5 – Trascorre la prima frazione senza particolari sollecitazioni, poi il colpo di testa di Gelli lo sorprende: la reazione non è immediata, anche se anticipare il movimento non avrebbe necessariamente cambiato l’esito dell’azione. Nel recupero evita il raddoppio con una risposta d’istinto.
Frosinini 6 – Interpreta la partita con disciplina, mantenendo le distanze dai compagni e contribuendo a limitare gli spazi per gli attaccanti romagnoli. La tenuta del reparto dura per oltre ottanta minuti, prima che un singolo episodio spezzi l’equilibrio.
Antonini 6 – Concentrato nelle letture e puntuale quando deve intervenire, tiene sotto controllo un avversario insidioso come Shpendi. Non concede molto al diretto rivale e offre una prova di sostanza al centro della retroguardia.
Imperiale 6 – Sorveglia con attenzione i movimenti offensivi del Cesena, senza farsi attirare fuori posizione. Bada soprattutto alla copertura e dà il proprio contributo a una difesa che, per gran parte della gara, contiene bene le iniziative avversarie.
Candela 5,5 – La corsia non diventa mai una vera fonte di pericoli. Nel primo tempo accompagna poco una squadra già prudente, mentre nella ripresa prova ad aumentare la presenza offensiva senza riuscire a superare le resistenze della difesa bianconera.
Franky Tchaouna 6 – Fatica inizialmente a trovare una collocazione efficace nella partita, ma cresce con il trascorrere dei minuti. Acquista fiducia, entra più spesso nel gioco e beneficia anche dell’ingresso del gemello, che sembra dargli ulteriore slancio.
Mosti 5,5 – Non trova le soluzioni necessarie per aprire il sistema difensivo del Cesena. Ha poco spazio per ragionare e non riesce a dare alla manovra quella qualità capace di trasformare il possesso in occasioni (dal 16’st Giovane 5,5 – Il suo ingresso non modifica il ritmo della squadra. Si inserisce nel confronto senza riuscire ad aggiungere dinamismo o idee nei momenti in cui servirebbe qualcosa di diverso)
Alesi 6 – È tra i più coinvolti nell’avvio: cerca combinazioni, si propone e prova anche a mettersi in proprio con una conclusione. Dopo l’intervallo la sua presenza offensiva si attenua e le iniziative diventano meno incisive (dal 42’st Pafundi s.v.)
Dorval 6 – Alterna intraprendenza e imprecisioni. Nella prima frazione costruisce da solo una delle situazioni più promettenti, andando vicino alla giocata che potrebbe rompere l’equilibrio. Qualche leggerezza, però, espone la squadra a rischi evitabili: una prova con buoni segnali, ma ancora poco lineare.
Iemmello 5 – La marcatura avversaria gli restringe gli spazi e gli impedisce di trovare libertà negli ultimi metri. Dal capitano ci si aspetta comunque un’intuizione, una soluzione per dare respiro alla squadra: stavolta non arriva, e la sua partita scorre senza il peso abituale (dal 16’st Franck Tchaouna 6 – La scelta di Mignani porta vivacità e rischia di produrre l’effetto sperato. Al minuto 71 trova una giocata di qualità e mette Koffi nelle condizioni di colpire, ma il salvataggio di Frabotta impedisce all’azione di trasformarsi nel gol del vantaggio)
Koffi 5,5 – Non risparmia energie, ma il lavoro per la squadra si accompagna a una produzione offensiva limitata. Ha la possibilità di lasciare il segno nella ripresa, quando la sua conclusione viene respinta sulla linea: è l’occasione che avrebbe potuto dare un altro significato alla sua serata.
Mignani 5,5 – Il Catanzaro rimane a lungo dentro una partita bloccata, affidandosi soprattutto all’organizzazione difensiva e concedendo poco. Manca però la capacità di accompagnare quella tenuta con una proposta offensiva più continua: le occasioni restano isolate e il possesso raramente si traduce in una pressione concreta sul Cesena. La mossa di Franck Tchaouna potrebbe cambiare la gara, ma il pallone salvato sulla linea lascia soltanto rimpianti. Poi arriva il colpo di Gelli e la squadra non trova la forza né le soluzioni per rispondere. Il pareggio era alla portata, ma sfuma contro un avversario più organizzato: resta la sensazione di un gruppo che sa resistere, ma deve ancora imparare a prendere in mano le partite e a reagire quando l’equilibrio si rompe. È soprattutto su questa personalità che Mignani dovrà lavorare.



E vai! Serie C sempre più vicina! A noto, se vai in C non torni più in B!
Ma mi viene da Piagere se solo penso a qualche Mese ,quando mancavano 5 minuti dalla Serie A,
e oggi si cerca il Catanzaro tra le
Macerie!
Dal Tronde quando si Smantella una Squadra,va a finire propio cosi,ora con il Mercato che si a Vicina: chissa sé la Maggiore parte dei Calciatori restano?
Veramente Iemmello non l’hanno neanche marcato, non ce n’era bisogno. Quasi immobile in una posizione ibrida si faceva passare i palloni vicino senza battere ciglio. Personalmente sono stufo di vedere un calciatore in campo passivo 4 partite su cinque, senza dare nessun contributo alla squadra. Disperati come siamo abbiamo bisogno di picconatori, non di colpi di tacco.
Il colpo di tacco, così come i ‘veli’ per evitare di fermare la palla e poi perderla, sono le tipiche mosse del giocatore a fine carriera che sa di non essere più in grado di fermare la palla e affrontare l’avversario senza poi perderla.
La realtà di Iemmello è questa ma la maggior parte dei tifosi non se ne accorge