Il “terzo passo” era quello che pesava di più, perché spesso è lì che le squadre scoprono se la striscia è un caso o un’abitudine. E il Catanzaro, contro il Mantova, ha scelto la strada più netta: partire forte, indirizzare la partita e poi gestirla con maturità. A raccontarlo, con la lucidità di chi sente il polso dello spogliatoio, è il capitano Pietro Iemmello: “La vittoria contro il Mantova è stata importante – ha detto ai microfoni del podcast Espresso Cadetto -, perché venivamo da due successi consecutivi ed era importante centrare il terzo”.
Il racconto della gara
Nel racconto della gara, la chiave sta tutta in quei primi quarantacinque minuti che hanno dato forma e senso al pomeriggio. Un Catanzaro pratico, pulito, capace di trasformare il momento in vantaggio reale, senza aspettare che la partita si complicasse. Iemmello fotografa così lo spartito giallorosso: “Abbiamo giocato un buon primo tempo, segnando due reti, e siamo stati bravi ad amministrare il risultato fino alla fine”.
Ma il successo non vive solo nei novanta minuti: vive anche in ciò che una squadra è diventata, e in ciò che ha dovuto lasciare andare. La stagione, per il Catanzaro, è anche una transizione: cambiano i volti, cambiano certe abitudini, eppure l’identità prova a restare riconoscibile. Il capitano non la nasconde, anzi la mette sul tavolo con realismo: “Quest’anno sono cambiate tante cose: abbiamo perso pezzi importanti come Scognamillo e Biasci, ma fa parte del gioco”.
La continuità
E allora il punto diventa capire dove si appoggia la continuità, quale sia l’asse che tiene in piedi il progetto anche quando il mercato scompiglia le carte. Nella testa e nelle gambe, certo, ma anche nelle relazioni che fanno da collante: la fiducia interna, la catena di comando, la direzione condivisa. Iemmello la riassume in una frase che è quasi una dichiarazione di stabilità: “La colonna portante è rimasta stessa: vale per me con il ds Polito”.
Aquilani
Infine c’è la novità in panchina, che in certe piazze può essere un salto nel buio e in altre un nuovo inizio. Catanzaro, in questo passaggio, sembra aver scelto la continuità dell’ambizione: cambiare senza snaturarsi. Aquilani è il nome nuovo, ma non l’idea di fondo. E il capitano, più che tranquillizzare, sembra voler indicare una traiettoria: “Mister Aquilani è nuovo, ma ha già dimostrato di saperci fare. Fidatevi, farà tanta strada”.
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