Catanzaro, a Cesena una lezione da apprendere in vista del rush finale

La sosta servirà per lavorare sulla continuità nell'arco dei novanta minuti. Alla ripresa l'occasione per fare un ulteriore step di maturità

La sconfitta di Cesena è stato davvero un boccone amaro per il Catanzaro. Non solo per aver interrotto la striscia di otto risultati utili consecutivi, ma soprattutto perché sa di occasione mancata considerato la prova offerta in un primo tempo interpretato alla grande e condotto dall’inizio alla fine come meglio non si poteva. Ma a una delle prime frazioni migliori della stagione per qualità di gioco, intensità e personalità è seguita la peggiore ripresa dell’anno in termini di ritmo e concentrazione.

PRIMO TEMPO MAGISTRALE

Di certo la versione del Catanzaro nei primi 45′ di Cesena è stata splendida da vedere e sulla scia di quelle dell’ultimo periodo. L’approccio al match delle Aquile era stato irreprensibile con una intensità e delle trame che hanno creato enormi grattacapi ai bianconeri. La mole di gioco prodotta è stata di quelle importanti e il risultato all’intervallo poteva essere ben più ampio per i giallorossi tanto era evidente la supremazia in un primo tempo in totale controllo e chiuso in vantaggio grazie ad una perla di Liberali.

RIPRESA DA DIMENTICARE

Era già successo che il Catanzaro rientrasse in campo dopo l’intervallo con un pizzico di determinazione e cattiveria in meno rispetto a quella del primo tempo. Ma non si era mai vista una ripresa così brutta dei giallorossi in questa stagione. Una squadra distratta e rinunciataria che ha subito l’iniziativa avversaria senza riuscire a porre le giuste contromisure, abbozzando soltanto una piccola reazione nel finale con il gol firmato da Pompetti e cancellato per fuorigioco di Di Francesco. Un ruolo importante nella sconfitta lo ha giocato la maggiore fisicità bianconera che è stata difficile da contrastare confermandosi grosso tallone d’Achille delle Aquile.

CONTINUITÀ

Due volti ben distinti quelli del Catanzaro a Cesena. Una situazione che deve fare inevitabilmente riflettere e da evitare in futuro, con cali nell’arco dei novanta minuti che in passato sono stati mascherati soltanto dal risultato e da qualche episodio favorevole. Bisognerà lavorare tanto sotto questo aspetto durante la sosta che arriva al momento giusto per ricaricare le energie fisiche e soprattutto mentali venute meno nell’ultima trasferta. Il ko in Romagna non intacca il magnifico cammino ma potrà essere utile per migliorarsi ancora in vista del rush finale. Alla ripresa, arriverà il Monza al “Ceravolo” in una sfida che non ammetterà pause sul piano dell’attenzione e il cui margine d’errore sarà ridotto al lumucino. Un banco di prova probante e stimolante per fare quello step di maturità che ancora manca.

Redazione

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5 mesi fa

Quello che conta è non avere infortunati poi c’è la giochiamo nel rush finale

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5 mesi fa

La potevamo chiudere il 1 tempo….invece abbiamo preso gol da polli ..peccato .Forza 💛❤️

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5 mesi fa

Sé l’obiettivo è stato raggiunto fate giocare la primavera tanto che serve sì deve giocare per vincere sempre non per partecipare

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5 mesi fa

Lo penso pure io, a prescindere dalla prestazione nel secondo…. Adesso ci sono partite che sulla carta sono molto difficili peró credo che non molliamo a livello fisico, e a livello di stimoli, possiamo divertirci, ma mettiamoci in testa che il nostro obbiettivo è stato raggiunto…

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5 mesi fa

Ma quale lezione dammi il 2-2 che è regolarissimo e poi vediamo come andava a finire.

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