Era il 16 luglio 2024 quando Mirko Pigliacelli lasciò il Palermo per approdare al Catanzaro con un’operazione a titolo gratuito. Un trasferimento che, dopo due anni, non si può dire abbia fatto rimpiangere Fulignati, nonostante il predecessore si fosse reso protagonista di due stagioni da record in cima ai tre colli. Prima con Fabio Caserta in panchina e poi sotto la gestione di Alberto Aquilani, Pigliacelli si è consolidato come una delle colonne portanti del gruppo, sia in campo, grazie alle sue qualità da portiere estremamente moderno, sia nello spogliatoio, con la sua personalità e il suo carisma. Un vero e proprio senatore, destinato a essere blindato dal club guidato dal presidente Noto e a vivere così la sua terza stagione al “Ceravolo”, quella che potrebbe permettergli di sfondare il muro delle 100 presenze con la maglia giallorossa (attualmente è già la seconda squadra più rappresentativa della sua carriera con 85 gettoni).
FUTURO
Il Catanzaro vuole ripartire da Mirko Pigliacelli, divenuto un vero e proprio simbolo per l’intero ambiente grazie a umiltà, dedizione alla causa, passione e spirito di sacrificio. Il portierone romano, prossimo ai 33 anni e legato alle Aquile fino al 30 giugno 2028 dopo l’opzione di rinnovo scattata automaticamente nell’ultima stagione, resta un profilo molto apprezzato per esperienza e affidabilità tra i pali, con diversi club di Serie A e B sulle sue tracce. Nonostante le attenzioni ricevute, però, Pigliacelli continuerà a essere un pilastro del Catanzaro e un perno su cui costruire anche la squadra del futuro. La società sarebbe pronta ad aprire i dialoghi per un ulteriore prolungamento, con relativo adeguamento economico, per rafforzare ancora di più un legame diventato sempre più forte e profondo.
UN LEGAME AUTENTICO
Quella appena trascorsa è stata una stagione esaltante, di quelle destinate a entrare per sempre nella storia del Catanzaro. In questo viaggio entusiasmante c’è anche la firma indelebile di Mirko Pigliacelli, protagonista con interventi decisivi soprattutto nei momenti più delicati delle partite e in particolare nei play-off. Il portiere romano ha rappresentato una certezza assoluta per la squadra, trasmettendo serenità e fiducia all’intero gruppo. Ma lui è andato ben oltre il ruolo di semplice estremo difensore: le sue qualità nel gioco con i piedi, unite a una leadership silenziosa ma allo stesso tempo potente, lo hanno trasformato in un punto di riferimento costante dentro e fuori dal campo. E proprio attraverso questi valori, giorno dopo giorno, che ha costruito un legame autentico con l’intero ambiente e una maglia che in pochissimo tempo è diventata una seconda pelle.
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