Avellino-Catanzaro, gara valida per la 34ª giornata di Serie B e in programma sabato 11 aprile sul sintetico del ‘Partenio Lombardi‘, è una delle sfide che l’indimenticabile icona delle Aquile Massimo Palanca conosce molto bene. Quattro delle sue 133 reti realizzate in maglia giallorossa sono arrivate contro i biancoverdi, con il club irpino arrivò anche la storica promozione in Serie A nella stagione ’77-’78. O’Rey ne ha voluto parlare della prossima sfida di Iemmello e compagni ai microfoni di Orticalab.it.
PARTITA
I giallorossi saranno attesi da una trasferta impegnativa. “L’Avellino, come Südtirol e Carrarese, può ancora ambire ai play-off. Poi c’è un attaccante che stimo tantissimo: Tommaso Biasci, che con Iemmello era la coppia ideale per il mio Catanzaro. Si compensavano a vicenda in un modo straordinario – le parole di Palanca ricordando il grande ex del match con all’attivo già 12 gol – Lui e Sounas hanno lasciato un bellissimo ricordo da queste parti. Prospetto una partita scoppiettante. Magari un pareggio con tanti gol”. La trasferta di Avellino è storicamente impegnativa: “Le sfide al Partenio erano sempre problematiche. C’è sempre stato un ambiente particolare, a volte ostile. Per noi attaccanti era sempre dura”.
IEMMELLO
Uno dei grandi protagonisti per la sfida di Avellino è Iemmello, al rientro dalla squalifica: “Senza dubbio è il simbolo di questa squadra, anche se a volte mi fa arrabbiare. Tante volte lo vedo poco partecipe, poi si prende la scena con una delle sue giocate. È un leader, ma può fare ancora di più. L’età non è dalla sua parte, ma gli auguro di segnare ancora tanti gol”.
L’ICONA DI O’REY
Un amore straordinario quello tra Palanca e Catanzaro: “È stata la mia vita. Sono arrivato a 21 anni, ero ancora un ragazzino. Lì mi sono sposato ed è nato mio figlio. Catanzaro mi ha dato tutto: notorietà e amicizie che porto con me ancora oggi. Per me giocare al sud è stato formativo: non solo dal punto di vista sportivo, ma soprattutto sotto il profilo umano. Mi hanno dedicato anche un bar e ci vuole coraggio… (ride, ndr)” Una leggenda, quella di O’Rey, raccontata di generazione in generazione ed entrata nel cuore anche dei tifosi più piccoli: “È una cosa stranissima. Ho smesso di giocare nel 1990 eppure ci sono ragazzini che quando torno a Catanzaro dimostrano un interesse e un affetto nei miei confronti che non mi sarei mai aspettato. Merito dei loro genitori e dei nonni, che hanno tramandato il mio mito”.
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