Catanzaro, Iemmello: “Fino a due mesi si parlava di esonero, bisogna evitare disfattismi”

Il capitano giallorosso: "È una chiusura bellissima di questo anno calcistico"

Il gol che apre la sfida e incanala il 2-0 sul Cesena porta la firma di Pietro Iemmello, che a fine partita tiene insieme lucidità e appartenenza alla piazza giallorossa. “È una vittoria importante contro una squadra veramente forte, alla quale faccio i complimenti perché ci ha messo in difficoltà – sottolinea l’attaccante –. Noi siamo stati quelli dell’ultimo periodo e siamo riusciti a portare a casa un successo che ci dà tanto. È una chiusura bellissima di questo anno calcistico”.

Sguardo all’inizio del percorso

Il capitano del Catanzaro torna anche sulle difficoltà attraversate in autunno, quando l’aria era decisamente più pesante: “Fino a due mesi fa si parlava di una squadra in pericolo e di esoneri. Quando a inizio campionato ho parlato di “alzare l’asticella”, non mi riferivo alla Serie A, ma al non porsi limiti. Veniamo da vent’anni di Serie C e da società che prendevano in giro la gente. È fondamentale mantenere la categoria: dobbiamo restare sempre concentrati e arrivare a marzo cercando di non ripetere errori come il derby di Cosenza dello scorso anno”.

Non manca una stoccata, mischiata a richiesta d’equilibrio, a quella fetta di tifoseria più umorale: “Mi piacerebbe che quel 15% dell’ambiente non criticasse a spada tratta dopo un pareggio o una sconfitta. Il focus principale deve essere questo: pensare al bene di tutti, evitando i disfattismi”.

Il nuovo ruolo in campo

Da leader dello spogliatoio, il numero 9 allarga il discorso al gruppo e al modo di interpretare il ruolo: “Preferisco che segnino anche gli altri, sarebbe un bene perché significa che tutto il gruppo è coinvolto. Siamo in trenta, non è facile per chi va in tribuna o gioca poco. Finora ho fatto cinque assist, sono più partecipe anche nella fase di non possesso e mi diverto”.

Il peso della Curva

Iemmello ribadisce quanto il calore del “Ceravolo” e della Curva pesi nei momenti chiave: “L’ambiente ci ha spinto anche quando eravamo in difficoltà e il Cesena ci metteva sotto. Io andavo in Curva 25 anni fa, ricordo il Catanzaro di Braglia: sono uno di loro. In una delle mie prime partite qui c’erano duemila tifosi allo stadio. Dopo Padova c’è stato un clic. In trasferta siamo sempre in tanti: bisogna fare i complimenti ai tifosi che ci hanno sostenuto dentro e fuori dal campo”.

Redazione

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