Franco Baresi è morto all’età di 66 anni, lasciando in eredità una carriera che lo ha reso una delle più grandi bandiere del Milan e della Nazionale italiana. Capitano, simbolo di eleganza e leadership, ha attraversato epoche diverse del calcio restando sempre un riferimento assoluto dentro e fuori dal campo.
Gli incroci con il Catanzaro
Per il Catanzaro, il suo nome richiama anche una serie di incroci importanti tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, quando le Aquile si trovarono più volte di fronte il giovane difensore rossonero. Dalla sfida di Coppa Italia del 1978 al vecchio “Militare” fino alle partite di campionato contro il Milan guidato prima da Liedholm e poi da Giacomini, la storia di Baresi si intreccia anche con quella giallorossa in una fase complessa e affascinante del calcio italiano.
Quegli anni furono segnati anche dalla vicenda del Totonero, che travolse il Milan e portò alla retrocessione dei rossoneri in Serie B, ma non cancellò il valore tecnico e simbolico di una squadra che continuava ad avere in Baresi il proprio faro difensivo.
L’ultimo faccia a faccia tra Baresi e le Aquile arrivò nel 1982, quando il Catanzaro riuscì a espugnare San Siro grazie al gol di Edi Bivi. Una vittoria rimasta nella memoria dei tifosi giallorossi anche perché maturata contro un Milan che, al di là delle difficoltà del momento, conservava intatta la propria aura e la presenza di campioni come Baresi.
I trofei
Nel curriculum della leggenda rossonera ci sono un titolo mondiale con l’Italia a Spagna 82, un secondo posto a USA 94 e un terzo a Italia 90, oltre a una collezione impressionante di trofei con il Milan: sei scudetti, quattro Supercoppe Italiane, tre Coppe dei Campioni, due Supercoppe Europee e due Coppe Intercontinentali. Numeri che raccontano solo in parte la grandezza di un giocatore capace di cambiare il ruolo del difensore nel calcio moderno.



👏⚘️