Palanca incorona il nuovo Catanzaro: “È un modello per tutto il calcio italiano”

Mezzo secolo dopo la storica promozione, il simbolo giallorosso lega passato e futuro: orgoglio, giovani e continuità

A cinquant’anni da una delle pagine più luminose della storia giallorossa, Catanzaro si è ritrovata nel segno della memoria, dell’identità e dell’orgoglio sportivo. La XI edizione del premio “Umberto Sacco”, andata in scena all’auditorium “Casalinuovo”, ha avuto il merito di riannodare il filo tra generazioni diverse, celebrando i protagonisti della seconda promozione in Serie A conquistata nel 1976 dalla squadra guidata da Gianni Di Marzio. Un anniversario dal peso speciale per ciò che quella cavalcata continua a rappresentare nell’immaginario collettivo della tifoseria catanzarese.

Una stagione indimenticabile

Tra i volti più attesi quello di Massimo Palanca, simbolo intramontabile del calcio giallorosso, che ha affidato in esclusiva a CalcioCatanzaro.it parole semplici ma dense di significato: “È una grossa soddisfazione che si ricordi un evento del genere ed è auspicabile che sia di sprone per i tifosi di oggi”. Non una semplice operazione nostalgia, dunque.

Nel ripercorrere la stagione della promozione del ’76, Palanca ha scelto di non isolare un singolo episodio o un’immagine-simbolo, preferendo invece restituire il senso complessivo di un percorso costruito giorno dopo giorno: “Non c’è un aneddoto particolare da tirar fuori. È stata veramente una bella cavalcata dall’inizio alla fine, considerando poi che l’anno prima noi avevamo perso la Serie A per uno spareggio. Si rischiava di buttare tutto all’aria e invece con calma, dedizione e impegno siamo riusciti ad arrivare alla Serie A”.

La Serie A sfiorata

Il richiamo alla pazienza, al lavoro e alla compattezza suona particolarmente attuale anche alla luce del presente. Perché il Catanzaro di oggi, reduce da una stagione importante e da una Serie A soltanto sfiorata, sembra muoversi lungo una traiettoria che affonda le radici proprio in questi valori. Non a caso Palanca, da tifoso oltre che da bandiera storica, non nasconde il piccolo rammarico per un traguardo mancato di un soffio: “Io avrei preferito che oggi ci fosse la doppia festa, ho tifato proprio per questo”.

Il futuro

Lo sguardo dell’ex campione si allunga poi sul futuro, in una fase che il Catanzaro affronta con ambizione ma anche con equilibrio. Il passaggio da Aquilani a Turati è delicato, ma “tutti gli anni c’è stato il cambio e gli allenatori che si sono succeduti hanno fatto sempre bene. L’importante è trovare dei giovani di valore, che ormai vengono molto volentieri qui perché Catanzaro è una realtà positiva per tutto l’ambiente calcistico. Di questi tempi ce n’è proprio bisogno”.

Ed è forse proprio qui il punto di contatto più interessante tra il Catanzaro del 1976 e quello del 2026: la credibilità del progetto. In un calcio spesso dominato dall’improvvisazione, Catanzaro continua invece ad accreditarsi come una piazza solida, attrattiva e culturalmente riconoscibile.

Redazione

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2 mesi fa

Grande palanca

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2 mesi fa

Grandeee,💖💖

Leonardo
2 mesi fa

Non esageriamo… Realtà della profonda provincia! Da qui a dire che è un modello per tutto il calcio Italiano ce ne passa… Un domani se dovesse arrivare in serie A ne riparliamo…

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2 mesi fa

A cz un giovane talento di 7 anni fa fortissimo con contratto di formazione 10 gol e 15 assist da centrocampista menzionato ogni partita su cz informa a fine anno chiesto lo sponsor, ma di cosa parliamo!!!!???

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2 mesi fa

O rey💛❤️👑

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2 mesi fa

Massimo palanca grande ,giusta osservazione a ragione forza aquile💛❤️💛❤️🦅🦅🦅🦅

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2 mesi fa

Modello di cosa, se non toglie un giovane del proprio settore giovanile, perché gli conviene che le altre squadre gli poggiano i loro giovani pacchi che vengono in prestito senza che il c gli paga lo stipendio perché è pagato dalla società di appartenenza ed è costretto a fargli fare minutaggio, mercato del pesce, se questi è esempio ditemelo voi. E i propri giovani validissimi li prendono in giro e non dite di no altrimenti vi faccio esempi

Mammaacapu
2 mesi fa

Ma giovani pacchi cosa? Ma hai visto giocare Di paolo e Topalovic per dirne 2 attuali? Liberali, Favasuli ed Alesi ti dicono qualcosa (tra l’altro di proprietà)? Un certo Cissè? Rispoli? Forse hai già rimosso la stagione appena finita, quella dove i “giovani pacchi” ti stavano portando in serie A, quella dove i “giovani pacchi” hanno accumulato più minutaggio degli altri anni con i bonus che ne conseguono. Se poi preferisci i vari Di Chiara e Oudin, è inutile parlare. Il concetto di attingere dal proprio vivaio è anche giusto, ma si deve evolvere strutturalmente in primis e di conseguenza… Leggi il resto »

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2 mesi fa

Immenso O’Rey per sempre <3

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2 mesi fa

O ‘Rey ha sempre ragione 💪🦅💛❤️⚽️

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2 mesi fa

Grande Massimo

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