Mattia Liberali, il gioiello che il Milan si è lasciato sfuggire: ora Catanzaro se lo gode

Dal debutto in A col Milan al rilancio in Calabria: dopo mesi ai margini, il talento classe 2007 ha cambiato marcia con Aquilani

C’è un dettaglio che racconta meglio di tanti discorsi la parabola di Mattia Liberali: prima del 2026, a Catanzaro, aveva raccolto appena 73 minuti. Troppo poco per uno che il Milan aveva scelto di esporre subito al grande palcoscenico, facendolo debuttare dal primo minuto in Serie A contro il Genoa il 15 dicembre 2024, a 17 anni, 8 mesi e 9 giorni.

Pedina fondamentale per Aquilani

Eppure, proprio quel debutto aveva acceso aspettative enormi nell’ambiente rossonero, poi rapidamente raffreddate da una fiducia mai davvero consolidata. Così, in estate, la separazione ha assunto i contorni del caso: Liberali è passato al Catanzaro a costo zero, con un quadriennale fino al 2029 e con il 50% sulla futura rivendita riservato al Milan, una formula che ha generato polemiche e malumori nel mondo milanista.

A Catanzaro, almeno all’inizio, il suo talento è rimasto quasi in attesa. Poi il contesto è cambiato all’improvviso: l’infortunio di Alphadjo Cisse, fermato a febbraio da un grave problema agli adduttori che ha portato anche all’intervento chirurgico e a uno stop di circa quattro mesi, ha aperto nuove soluzioni nell’assetto di Aquilani. Da lì è iniziata la risalita di Liberali, che ha trasformato lo spazio ricevuto in centralità tecnica. Nelle ultime settimane il trequartista ha alzato ritmo, personalità e peso specifico, fino a diventare uno degli elementi meno sostituibili del Catanzaro, capace di accendere la manovra tra le linee e di incidere anche in zona gol.

Dal gol di Cesena alla Nazionale

La rete segnata a Cesena lo conferma in modo plastico. In una giornata amara per il risultato finale, quel gol ha avuto la luce delle giocate che cambiano la percezione di un giocatore: non soltanto bello per esecuzione, ma pesante perché certifica una crescita ormai evidente, la trasformazione da giovane di prospettiva a risorsa concreta della Serie B.

Non è un caso che tutto questo arrivi alla vigilia di una settimana speciale anche sul piano simbolico. Liberali sarà infatti coinvolto con l’Italia Under 19 nella fase élite di qualificazione agli Europei: gli azzurrini giocheranno il 25 marzo contro l’Ungheria e il 31 marzo contro la Turchia proprio allo stadio “Nicola Ceravolo” di Catanzaro, con la gara contro la Slovacchia in programma il 28 marzo a Cosenza.

È quasi una perfetta coincidenza narrativa: il ragazzo che il Milan non ha aspettato abbastanza, il talento che Catanzaro ha accolto tra curiosità e pazienza, adesso si presenta alla sua città sportiva adottiva da protagonista anche in azzurro. E lo fa con parole che spiegano bene il senso del percorso compiuto fin qui, senza fretta e senza rivincite ostentate.

L’impatto con la Serie B

Nell’intervista concessa a Goal.com, Liberali ha descritto così il suo impatto con la Serie B: “Per me sta andando molto bene. Ho avuto subito buone sensazioni, come tutti all’inizio mi sono dovuto adattare anche perché passare dalla Primavera alla prima squadra è un grande salto. Ma il mister Aquilani, il direttore Polito che tutto l’ambiente mi hanno dato i tempi giusti, ora penso e spero di continuare così”. Dentro queste parole c’è tutto: la difficoltà del salto, la necessità dell’attesa, la fiducia ricevuta e la sensazione netta che il meglio debba ancora arrivare.

Il punto, oggi, è che Liberali non è più solo una promessa da proteggere. È un giocatore che sta producendo, che si è preso una maglia nel Catanzaro di Aquilani e che, inevitabilmente, costringe il Milan a voltarsi indietro con più di un rimorso.

Redazione

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