Catanzaro, ordine e tenacia: tre punti d’oro per ritrovare ossigeno e fiducia  

Segnali di crescita e tre punti d'oro contro la Carrarese: all'orizzonte c'è l'esame di Genova, per andare alla maxi sosta con ancora più serenità

È arrivata la boccata d’ossigeno che serviva in casa Catanzaro dopo tre sconfitte consecutive. Il ritorno al “Ceravolo” è coinciso con la tanto agognata prima vittoria stagionale in Serie B ai danni della Carrarese. Un successo arrivato al termine di una partita andata via via complicandosi, ma affrontata fin da subito con la giusta dose di pazienza e lucidità, al netto di qualche fisiologico limite. Non sarà stata una vittoria brillante, ma è esattamente ciò che serviva per muovere la classifica e risollevare il morale dell’ambiente. Per Giorgio Gorgone e i suoi ragazzi, una soddisfazione che deve rappresentare il vero punto di partenza della stagione.

ORDINE E COMPATTEZZA

Il clima attorno ai giallorossi è stato pesante per novanta minuti. La tensione in campo si tagliava con il coltello, ma il Catanzaro ha risposto presente, aggredendo gli avversari fin dall’avvio e mantenendo ordine, compattezza ed equilibrio. Non è mancato un pizzico di timore nel prendersi qualche responsabilità in più — come azzardare la verticalizzazione, complici un paio di errori che avevano innescato le ripartenze della Carrarese — o nell’andare al tiro (zero conclusioni nei primi 45′). Il predominio territoriale è stato però evidente, sostenuto da un possesso palla quasi record soprattutto nel primo tempo (78%). Con le occasioni, già costruire in un buon nella prima ora di gioco, che sono finite per moltiplicarsi nella ripresa con l’allungarsi delle squadre.

LA ZONA CESARINI DA TRE PUNTI

La gestione dei momenti clou è stata scrupolosa come la gara richiedeva. A differenza dalle ultime uscite, forti del sostegno del proprio pubblico — seppur a capienza ridotta —, le Aquile hanno tenuto la guardia altissima fino all’ultimo secondo. Anzi, il livello della prestazione per attenzione, qualità e pazienza si è alzato ulteriormente nella famosa “Zona Cesarini”. Proprio lì dove erano arrivati quattro gol incassati nei finali delle gare precedenti, stavolta al minuto 83 è arrivata la rete da tre punti. Il timbro decisivo porta la firma di capitan Iemmello, glaciale davanti al portiere dopo un assist illuminante nato da una percussione mozzafiato di Pafundi. Un guizzo che premia la perseveranza e il maggior coraggio del Catanzaro, baciato anche da quel pizzico di fortuna mancata in altre occasioni (vedi il clamoroso doppio palo di Marconi). Un segnale importante in vista delle prossime partite.

SEGNALI INCORAGGIANTI

La vittoria è la migliore medicina per un Catanzaro chiamato a limare ancora i propri difetti. Il lavoro per Gorgone non manca: dalle transizioni negative — che continuano a creare qualche grattacapo — alla condizione atletica di alcuni elementi chiave (su tutti Dorval e Pecorino), fino all’inserimento dei giovani, alla continuità sul piano della fluidità di manovra e alla precisione sottoporta, dove il fatturato di tiri nello specchio resta troppo magro. Serve tempo per oliare gli automatismi, ma i primi segnali di crescita sono evidenti. Vincere aiuta a lavorare meglio e il calendario propone ora l’ultima sfida prima della sosta per le nazionali: l’affascinante trasferta di Genova contro una Sampdoria in crisi e ancora a secco di successi. Un vero esame di maturità per mettersi definitivamente alle spalle l’avvio da incubo.

Redazione

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