Catanzaro, identità lontana e troppe ingenuità: ora serve la svolta

Un gruppo forte non si crea dall'oggi al domani: a Gorgone e alla squadra il compito di tenere la barra dritta per superare il momento di difficoltà

Troppe le sconfitte maturate per ingenuità nei minuti finali, a Bolzano come al “Menti” di Vicenza: la terza consecutiva va ad appesantire un avvio di stagione in Serie B da incubo e senza precedenti per il Catanzaro. Zero punti in classifica dopo tre giornate e ben sette gol incassati, frutto di una costante mancanza di lucidità, equilibrio e attenzione nei momenti chiave. Il calendario non ha certo aiutato, imponendo tre trasferte di fila per via dei lavori allo stadio, ma al “Druso” è arrivata la fotografia nitida dei limiti attuali della squadra di Gorgone.

LE INGENUITÀ CHE SI RIPETONO

A decidere il match, sulla falsa riga delle uscite precedenti, sono stati ancora una volta svarioni e delle ingenuità che si potevano e dovevano evitare. Nei minuti in cui la tensione dovrebbe salire, il Catanzaro abbassa inconsciamente la guardia e non percepisce più il pericolo. Il secondo tempo a Bolzano ha visto i giallorossi stazionare stabilmente nella metà campo avversaria, per poi incassare gol sulle uniche occasioni concesse, pagando a caro prezzo degli errori da matita rossa. Dal rilancio errato di Pigliacelli alla palla persa sanguinosa di Iemmello, fino alle marcature maldestre di Imperiale e Ruggero. Alzare il livello di concentrazione e la cattiveria agonistica è il primo step da fare per poter cambiare passo.

FRAGILITÀ E STERILITÀ

Il Catanzaro di Gorgone appare ancora fragile e alla ricerca di un’identità precisa. A Bolzano il predominio territoriale è stato evidente, specie nella ripresa,ma la produzione offensiva è mancata quasi del tutto, eccezione fatta per la traversa di Alesi che grida ancora vendetta. I giallorossi palesano difficoltà evidenti sia in fase di costruzione sia di rifinitura negli ultimi trenta metri e finiscono per pagare a caro prezzo ogni minima disattenzione. Una sterilità offensiva che si scontra con una fragilità difensiva nei momenti che contano (ben quattro i gol incassati dall’80’ in poi): due limiti su cui intervenire con urgenza per evitare di lasciare altri punti per strada.

LE SCELTE DI GORGONE

Quando l’inerzia del match sembrava in mano al Catanzaro, forte di un momento di grande pressione offensiva, Gorgone ha provato a osare giocando con tre punte (Iemmello, Koffi e Pecorino) per cercare il primo successo stagionale, ma la mossa non ha pagato. Anzi, ha finito per privare la squadra di equilibrio ed esperienza, accentuando le crepe di una difesa già stravolta dai cambi forzati di Antonini e Verrengia. Tardivi, inoltre, gli innesti a centrocampo nell’ultimo quarto d’ora a fronte di titolari con il fiato corto. La troppa foga di vincere, priva della necessaria lucidità, si è così tradotta in una punizione severissima per il morale, arrivata proprio nel finale di una gara destinata a uno stanco pareggio.

UN GRUPPO IN COSTRUZIONE

Un gruppo forte e vincente non si costruisce dall’oggi al domani. Le preoccupazioni della tifoseria sono legittime, ma ogni percorso solido passa inevitabilmente da momenti di difficoltà in cui tutto sembra da rifare. Spetterà a Gorgone, al suo staff e ai giocatori tenere la barra dritta nella tempesta, con la consapevolezza di poter raccogliere presto i frutti del duro lavoro. Una risposta di carattere e d’orgoglio, però, è attesa già nell’esordio casalingo contro la Carrarese: dopo tre trasferte, serve una sterzata, perché la Serie B non aspetta nessuno. E adesso più che mai serve il calore e la passione del “Ceravolo” (seppur a capienza ridotta) per invertire la rotta.

Redazione

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4 Commenti
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Commento da Facebook
22 minuti fa

Si va in C

Commento da Facebook
19 ore fa

Squadra discreta dal centrocampo in attacco, molto carente dal centrocampo alla difesa. I difensori, tra l’altro, non sono esenti da colpe. Distrazioni, errori o peggio? Gioco aereo pessimo.
È tutto ciò è solo colpa dei difensori o del centrocampo che non protegge abbastanza. Colpa del modulo troppo offensivo? O colpe dei giocatori che “non sono votati”, per proprie caratteristiche, alle chiusure difensive.
Un quadro complicato, tutto da verificare …
Meglio se al più presto.

Pinuccio Pungitire VV
19 ore fa

Ma come mai nessuno ambirà ha le palle di puntare il dito contro la famiglia Noto , unica colpevole di tutto ciò? Chiedo x un amico di Vibo.. ..

Serghej
21 ore fa

Il predomio territoriale sterile consentito dal Tirol conscio della loro forza in difesa e col passare dei minuti l’inconsistenza in attacco del Cz.

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