Ciro Polito è intervenuto ai microfoni di Radio CRC per fare chiarezza sul nome più chiacchierato in casa giallorossa nelle ultime ore: Costantino Favasuli. Il direttore sportivo del Catanzaro ha commentato le indiscrezioni di mercato che accostano con sempre maggiore insistenza l’esterno classe 2004 al Napoli, facendo il punto sulla situazione.
TRATTATIVE
“Non c’è nessuna trattativa tra Favasuli e il Napoli, ma posso confermare che il giocatore piace ai partenopei, al direttore Giovanni Manna che è un amico e alla proprietà. Favasuli non piace solo al Napoli, piace anche ad altri club, ma finora passi in avanti verso di lui non li ha fatti nessuno. Il Napoli è il Napoli, casomai gli azzurri mostrassero il loro interesse per lui, chi direbbe mai di no? Io dal canto mio ho dato grande disponibilità a parlarne con loro. Io ne parlo sempre con lui della città di Napoli. Favasuli è meridionale. Lui è molto legato a me, mi scrisse pure una lettera quando è stato convocato in nazionale. È un ragazzo puro che crede ancora nei sogni”. L’ammissione del direttore sportivo giallorosso Ciro Polito.
Ma oltre al Napoli c’è anche un altro club di Serie A: “Anche la Fiorentina è interessata a lui ed è alla finestra. È il club dove Favasuli è cresciuto. Dobbiamo vedere cosa faranno i toscani con Fortini e in base a quello decideranno se affondare il colpo su Favasuli”.
FAVASULI COME DI LORENZO?
“Di Lorenzo è un giocatore di 32 anni che è maturato nel corso del tempo sotto tutti i punti di vista ed è diventato terzino. Favasuli è un giocatore straordinario che ha cuore e che ti dà tutta la sua umanità in campo mentre gli altri al 95′ sono morti lui tenta ancora uno contro uno, ha grande forza nelle gambe, tanta fame e voglia di arrivare. Oggi è un giocatore che può fare più il quinto da centrocampo che il terzino. In fascia può giocare dove volete, anche come terzino poiché, nonostante non sia velocissimo, è un toro. Sono quei giocatori che vengono dalla gavetta e dietro Di Lorenzo metterei Favasuli. Gli ho visto fare cose che vedo fare solo ai fenomeni. Un talento come lui deve stare con quelli forti e mettersi nella condizione di esprimersi. Non mi sembra che l’Argentina abbia questi talenti”.
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