Giorgio Gorgone raccoglierà la pesante eredità lasciata da Alberto Aquilani sulla panchina del Catanzaro. Per il tecnico romano sarà la prima vera avventura in Serie B dall’inizio della stagione, dopo la breve parentesi al Pescara, conclusa con la retrocessione in Serie C al termine di un campionato particolarmente complicato. Quella abruzzese è stata una bella sfida presa in corso d’opera, conclusa senza lieto fine, a differenza di quella alla Lucchese, dove riuscì a conquistare una salvezza insperata nonostante un’annata segnata da gravi difficoltà societarie e penalizzazioni. Il suo percorso da capo allenatore, iniziato ormai nel 2021 alla guida della Primavera del Frosinone dopo oltre dieci anni da vice di Roberto Stellone, è stato costellato di ostacoli e sfide. Ora, per il 49enne romano l’occasione di avviare un nuovo progetto tecnico in una realtà solida e ambiziosa.
IMPIANTO DI GIOCO
Giorgio Gorgone è un profilo che, nel corso degli ultimi anni, ha maturato una solida esperienza e può dare seguito al progetto tecnico giallorosso, nel solco della filosofia tracciata durante la parentesi Aquilani. Il nuovo tecnico giallorosso, infatti, nonostante una stagione conclusa con un epilogo sportivo negativo, si è distinto per qualità umane, organizzazione e una chiara identità di gioco. Il suo marchio di fabbrica è la difesa a tre, declinata nel 3-4-2-1 e nel 3-5-2, sistemi sui quali ha costruito gran parte del proprio percorso da capo allenatore e che rappresentano la naturale base di partenza anche a Catanzaro, considerato che erano già il riferimento tattico della passata stagione. Nel suo bagaglio, tuttavia, non mancano le alternative: in passato ha fatto ricorso anche alla difesa a quattro, utilizzando il 4-3-3 e il 4-2-3-1, adottati in particolare durante l’esperienza alla Lucchese per valorizzare gli esterni offensivi. La scelta dell’abito tattico più adatto sarà uno dei primi nodi da sciogliere, ma tutto lascia pensare a una linea di continuità, anche alla luce delle caratteristiche della rosa a disposizione.
PRINCIPI DI GIOCO
Alla base del credo di Gorgone, tanto flessibile quanto riconoscibile, ci sono principi che sembrano sposarsi alla perfezione con il Catanzaro, una squadra che negli ultimi anni ha fatto parlare di sé in tutta Italia per la qualità del proprio gioco. Dal possesso palla orientato a cercare sempre la verticalità, evitando fraseggi orizzontali, alla ricerca sistematica delle transizioni per colpire gli avversari. Passando per la capacità di mantenere i reparti corti e una costante densità tra le linee, così da proteggere la difesa e limitare gli spazi centrali, fino alla pressione continua sul portatore di palla per riconquistare il possesso nel minor tempo possibile. Un calcio intenso e dispendioso sul piano fisico, in cui ogni giocatore è chiamato a sacrificarsi in ogni zona del campo, anteponendo sempre il collettivo alle individualità. Compattezza, spirito di sacrificio e coraggio sono i pilastri di una filosofia che fa della coesione del gruppo e dell’organizzazione di gioco i suoi principali punti di forza. Il tutto accompagnato da una cura maniacale per i dettagli.
UN CONDOTTIERO SANGUIGNO
Un uomo autentico, senza peli sulla lingua e dotato di grande carisma, che può fare al caso di una piazza così calorosa e passionale come quella giallorossa. La scelta, come lo era stata inizialmente quella di Turati, è senza dubbio coraggiosa, ma tutt’altro che improvvisata. Le aspettative in cima ai tre colli sono inevitabilmente aumentate dopo le ultime esaltanti stagioni, motivo per cui una parte della tifoseria avrebbe preferito un profilo diverso. L’identikit di Gorgone, però, rispecchia perfettamente la linea improntata alla sostenibilità perseguita dal Catanzaro negli ultimi anni: un allenatore di esperienza, dalle idee chiare e con una spiccata capacità di valorizzare i giovani. Le qualità dimostrate anche nei contesti più difficili raccontano molto delle doti tecniche e umane del nuovo tecnico delle Aquile, capace ovunque abbia lavorato di costruire gruppi solidi e uniti. Un nuovo ciclo in cima ai tre colli è pronto a partire nel segno delle idee chiare e dell’identità.
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