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Venezia-Catanzaro, giallorossi puniti ancora una volta dalle ingenuità: le pagelle

Fulignati fa il bello e il cattivo tempo, bene Ghion e Pompetti

Laguna amara per il Catanzaro. I giallorossi giocano alla pari del Venezia, ma vengono puniti ancora una volta da ingenuità difensive e rimediano il terzo ko di fila. Nessun dramma per i ragazzi di Vivarini, che al “Penzo” iniziano bene e reagiscono con carattere allo svantaggio iniziale. Il gol di Johnsen che costa la sconfitta al Catanzaro è, però, la dimostrazione che certe leggerezze in Serie B non sono proprio concepibili. Di seguito, le pagelle del match:

Fulignati 5,5 – Uscita sciagurata su Ellertsson al limite dell’area che porta al rigore del vantaggio arancioneroverde, non irresistibile sul tiro di Johnsen che vale il 2-1. Nella ripresa salva i suoi con due autentici miracoli su Pohjanpalo e Busio, ma i precedenti errori compromettono il risultato e sono da matita blu. 

Situm 5,5 – Anche lui torna in campo dopo tanto tempo, quasi due mesi, e l’inizio non è dei migliori. Il giallo preso dopo cinque minuti lo condiziona nell’azione dell’1-0, quando si lascia sfuggire Ellertsson che si procura poi il penalty. Corsa e sacrificio incoraggianti, anche se sbaglia la misura di qualche cross (dal 35’st Katseris s.v.)

Brighenti 5,5 – Johnsen e Pohjanpalo sono due clienti scomodissimi e il 23 giallorosso non riesce a contrastarli sempre in maniera incisiva. Emblematica l’azione del 2-1, in cui lui e Krajnc sono piazzati male e i due attaccanti del Venezia fanno quello che vogliono. Per il resto poche sbavature e buona gestione della linea.  

Krajnc 5 – Rispetto al compagno di reparto offre meno certezze. Spesso esce palla al piede con personalità, ma lì dietro non eccelle in precisione. Si fa anticipare da Pohjanpalo nell’azione del 2-1 e a inizio ripresa Ellertsson lo sovrasta innescando la potenziale occasione del 3-1. L’assenza dai campi per oltre un mese si è sentita. (dal 46’st Biasci s.v.)

Veroli 6 –  Tiene bene la posizione e nel complesso sbaglia poco. Nel primo tempo è provvidenziale con una strepitosa diagonale che gli permette di anticipare Pohjanpalo, mentre non è particolarmente efficiente nell’uno contro uno con Johnsen che poi conclude dal limite insaccando. (dal 30’st Miranda 6 – Pochi minuti per dimostrare la voglia di impattare positivamente in questo campionato, dopo l’esordio monstre di Bari. Il suo intervento su Gyktjaer nel finale è decisivo).

Sounas 6 – Teoricamente esterno alto a destra, in pratica un tuttofare a ridosso della trequarti. Si propone accompagnando l’azione con i suoi tipici movimenti tra le linee, ma non è particolarmente incisivo. (dal 23’st Brignola 6,5 – Impatta benissimo in un momento delicato del match e accarezza in pieno recupero il gol del pari, evitato solo da una deviazione provvidenziale di Altare).

Pompetti 6,5 – Non è Verna ed è di conseguenza meno efficiente nei recuperi, ma molto più propositivo in fase di costruzione. Imposta la manovra con qualità e lavora tanti palloni aiutando la squadra a macinare gioco, lottando in mezzo al campo con fisicità e andando anche al tiro da fuori.

Ghion 7 – Il suo primo gol in questo campionato è un gioiellino: destro potentissimo dal limite che si infila dritto sotto l’incrocio dei pali, imparabile. Lavora il pallone con precisione, muovendolo su entrambi i fronti, e crea buone geometrie. Forse un po’ meno efficace in fase di non possesso.

Vandeputte 6 – Parte in sordina e cresce col passare dei minuti, scambiandosi di posizione con Stoppa. Salta due avversari e serve Ghion al limite dell’area con l’ennesimo assist (bellissimo) in campionato. Propizia qualche altra interessante occasione, poi cala col passare dei minuti.

Iemmello 6,5 – Determinante nell’azione dell’1-1, non precisissimo in una conclusione dal limite nella ripresa. Prova a inventarsi la giocata per innescare le azioni dei compagni e va a prendersi quasi sempre il pallone tra le linee, spaziando da metà campo in su. Encomiabile per impegno. 

Stoppa 5,5 – Viene schierato in avanti e si spende con tanta corsa su tutto il fronte offensivo, scambiandosi spesso con Vandeputte sull’out sinistro. Candela, però, lo marca a uomo con fisicità e ne limita l’efficacia. Conferma di avere personalità e agilità anche come seconda punta dietro Iemmello. (dal 23’st Ambrosino 5,5 – Entra in un momento difficile del match e dà il suo contributo rendendosi pericoloso con il pallone tra i piedi, ma gli spazi lasciati liberi dalla retroguardia avversaria sono pochissimi).

Vivarini 6 – Il Catanzaro ha giocato alla pari con la seconda in classifica, su un campo notoriamente difficile e con tre assenze pesanti (Scognamillo, Verna e Donnarumma senza dimenticare l’acciacco di Biasci), e ha perso immeritatamente a fronte di due ingenuità difensive. Le scelte iniziali sono corrette (ben quattro giocatori nuovi in campo dal 1’, una novità finora) e il Catanzaro dimostra tutte le proprie qualità con un bel palleggio e tanta disinvoltura al cospetto di un avversario temibile che preferiva aspettare per far male in ripartenza. Le prime scosse arrivano proprio dai giallorossi, ma è il Venezia a passare in vantaggio: Situm si lascia scappare Ellertsson che viene poi steso da Fulignati per il penalty firmato da Pohjanpalo. La reazione c’è e Ghion pareggia i conti, ma la difesa chiude gli occhi nel finale di primo tempo sulla transizione dei lagunari che porta Johnsen (lasciato libero di andare al tiro) a segnare. Nella ripresa la strategia giusta ripaga il Venezia: lasciare il possesso palla, snervante e inefficace, al Catanzaro e chiudere bene gli spazi per colpire in ripartenza. E tant’è: i padroni di casa si confermano pericolosissimi e sprecano più volte il 3-1 (anche per merito di un super Fulignati e degli interventi provvidenziali di alcuni difensori). Con il passare dei minuti Vivarini le prova tutte, lanciando anche Biasci dopo l’espulsione comminata a Bjarkason, ma la squadra ha fatto una fatica tremenda a scardinare il muro arancioneroverde. Lo spartito è quasi lo stesso: tanto possesso di qualità (37 minuti, un’enormità) e buone trame di gioco, ma anche voragini tra centrocampo e difesa su ripartenze avversarie, gol presi in maniera ingenua e pochi tiri in confronto alla mole di gioco. I passi in avanti rispetto alle ultime due partite ci sono stati, ma bisogna insistere nella cerca di soluzioni alternative di fronte a ostacoli del genere.

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