Alberto Aquilani guarda a Catanzaro-Reggiana partendo dai numeri dell’ultimo periodo: “È stato un mese complicato: abbiamo fatto un punto in quattro partite. La mia attenzione va su questo”. Il tecnico giallorosso ha spiegato di aver voluto isolare la squadra dalle distrazioni del mercato: “Può togliere qualcosa a livello di concentrazione, ma l’ho stoppata subito. Chi ho visto anche solo vicino a quella direzione, per me era fuori”.
Sul mercato, il tecnico giallorosso minimizza l’impatto sul lavoro quotidiano: “Sinceramente non mi ha toccato molto. Sapevo che potevamo fare qualche operazione di opportunità, ma il motivo principale è che ho una squadra che mi dà tutte le garanzie che mi servono e sono molto contento dei calciatori che ho”. La priorità, ribadisce, era trattenere i punti fermi: “Tenere quelli fondamentali era la cosa principale. Per me è stato un mese brutto più per i risultati che per il mercato”.
Cisse
Ampio passaggio su Cisse e sul significato della sua crescita: “Aver contribuito a far andare un ragazzo di 18 anni dalla Primavera del Verona a una società come il Milan è motivo di orgoglio per Catanzaro”. Aquilani ammette un istinto iniziale contrastante, subito superato pensando al calciatore: “All’inizio sembrava fossero tutti contenti tranne me, ma è durato un secondo: ho pensato al ragazzo e alla sua famiglia. Per lui è un traguardo enorme”. E sottolinea il lavoro svolto insieme: “Con lui c’è stato un percorso non solo tecnico-tattico, ma di crescita. Si è sempre messo a disposizione, comportamento impeccabile, qualità differenti. Sapere che ha firmato un contratto importante col Milan e che sia rimasto qui mi rende contento”.
Aquilani, però, rimette il focus sulla missione principale: “Io non faccio l’allenatore di Cisse o di Favasuli, faccio l’allenatore del Catanzaro. Devo produrre calciatori ma devo portare risultati”. Il concetto è netto: “Quando giochi bene e perdi non va bene: devi giocare bene per vincere. Il focus è fare più punti possibile”. Riconosce anche il valore “indiretto” di certe storie: “È vero che oggi qualche tifoso del Milan guarda le partite del Catanzaro: sono cose che vanno oltre il risultato e che per me hanno grande valore”.
Sul ragazzo, l’allenatore parla di un rapporto costruito giorno dopo giorno: “Con Cisse è stato un percorso quasi da padre a figlio. Deve sapere che adesso ha gli occhi addosso: sarà studiato e avrà anche più critiche, perché sbaglierà. Il suo compito è sopportare situazioni nuove”. E sul proprio ruolo: “Il mio compito è vederlo allenarsi nel modo giusto e capire che se è arrivato a certi livelli è perché ha messo dentro al campo e in allenamento determinate componenti”.
I nuovi innesti
Dal punto di vista tattico, Aquilani apre a possibili soluzioni: “È una soluzione, perché sono tre calciatori bravi e a me i calciatori bravi piacciono. Vedremo in stagione quale scelta potrà darci vantaggi tecnici, tattici ed equilibrio”. Sui nuovi innesti, l’allenatore chiarisce tempi e aspettative: “Sono ragazzi giovani. Fellipe ed Estevez sono opportunità di mercato che sposano la nostra filosofia, ma non sono ancora pronti per giocare subito”. Diverso il discorso per Coffi: “È un giocatore che stava giocando con continuità e potrà darci una grossa mano”.
In vista della Reggiana, Aquilani si aspetta una gara dura: “Affrontiamo una squadra che ha cambiato molto, ben allenata. In questo campionato sono tutte partite complicate”. L’obiettivo è trasformare le prestazioni in punti: “Dobbiamo migliorare ciò che ci ha impedito di fare punti nonostante buone partite”. E chiede un salto di intensità: “Mi aspetto cattiveria agonistica abbinata alla nostra umiltà: abbiamo fatto buone partite ma siamo tornati a casa con zero o un punto, e questo deve farci alzare tutto”.
Il disappunto del tecnico
Il tecnico non nasconde il nervosismo per l’ultimo mese: “Sono veramente arrabbiato: non meritavamo un punto. Possiamo ottenere di più per quello che proponiamo. La strada è ancora lunga”. Infine, il concetto di “acquisto” passa soprattutto dalla continuità interna: “L’acquisto più importante è stato consolidare i calciatori che ho. Pompetti e Di Francesco sono da considerare acquisti”. E sul reparto offensivo: “Non dimentichiamoci chi abbiamo: il miglior attaccante lo abbiamo già, uno come Iemmello non c’è. Pittarello è il giocatore migliore per giocare vicino a lui. Il miglior acquisto è aver tenuto i calciatori che ho”.
Chiusura polemica sul timing delle operazioni: “Sono rimasto deluso dal sistema, non dal ragazzo. Non riesco a concepire che un calciatore vada via agli ultimi minuti: c’è un mese di tempo per fare il mercato. Questo modus operandi non è corretto nemmeno per l’allenatore”.


