In un avvio di stagione estremamente complicato, con la squadra ancora a caccia di un’identità e dei suoi equilibri, Mirko Pigliacelli si sta erigendo a vero e proprio baluardo del Catanzaro. Nelle prime cinque giornate di Serie B, il portiere toscano si è rivelato la nota più lieta in casa giallorossa per continuità e qualità di prestazioni. A Marassi ne è andata in scena l’ennesima dimostrazione: quattro interventi prodigiosi che hanno tenuto a galla le Aquile nei momenti di maggiore difficoltà, a conferma di un momento di forma importante. Miracoli che non sono bastati però ai fini del risultato finale, vanificati dall’ennesima ingenuità difensiva.
I NUMERI DI PIGLIACELLI
Terza difesa più perforata del campionato quella del Catanzaro, con 9 gol al passivo e una sola clean sheet nell’unico successo raccolto ai danni della Carrarese. I numeri dei giallorossi descrivono un momento negativo e sono lo specchio di una fragilità difensiva evidente. Ma questi dati non rendono giustizia alle prove offerte sul campo da Mirko Pigliacelli che, allo stesso tempo, è anche sul podio per numero di parate (19) in Serie B, alle spalle dei colleghi Alessandro Sorrentino del Padova (22) e Riccardo Gagno del Vicenza (22). Cifre che fanno riflettere e la dicono lunga su quanto il numero uno giallorosso sia stato impegnato in questa prima parte di stagione.
IL BALUARDO DA CUI RIPARTIRE
Pigliacelli ha impedito alla barca di affondare a più riprese in queste prime partite di campionato con interventi provvidenziali. Ma la sua importanza va oltre il campo e le qualità da portiere moderno nel gioco con i piedi: parliamo di una vera e propria colonna portante del gruppo giallorosso di questi ultimi tre anni per personalità, carisma e leadership silenziosa. Valori che lo hanno portato a entrare immediatamente nel cuore dei tifosi del Catanzaro, costruendo un legame autentico e profondo con l’intera piazza. Un senatore, destinato in questa stagione a sfondare il tetto delle cento presenze in maglia giallorossa, che avrà il compito, insieme agli altri, di trasmettere fiducia e serenità ai compagni più giovani per cercare, alla ripresa dopo la sosta, di invertire la rotta.


