Al termine delle indagini condotte dalla Digos, il Questore della provincia di Palermo ha disposto otto Daspo in seguito alla violenta rissa scoppiata lo scorso 20 maggio nel settore Tribuna Autorità dello stadio “Renzo Barbera”, durante il ritorno della semifinale playoff tra Palermo e Catanzaro, gara che ha poi sancito il passaggio in finale delle Aquile. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano quattro componenti della delegazione della società giallorossa: Arianna Letizia, Alessia Polito e Vincenzo Polito rispettivamente moglie, figlia e figlio del direttore sportivo del Catanzaro Ciro Polito, oltre a Giuseppe Rinaldi, match analyst del club giallorosso. Coinvolti anche due steward del “Barbera” e due tifosi del Palermo.
LA RICOSTRUZIONE DELLA DIGOS
Secondo la ricostruzione della Digos, alla base della rissa ci sarebbero stati atteggiamenti provocatori del giovane Polito durante il primo tempo, tali da spingere un tifoso del Palermo a redarguirlo con due pacche sulle spalle. La reazione del giovane non si sarebbe fatta attendere, con una manata che ha fatto sbattere il tifoso contro un seggiolino, innescando il coinvolgimento di altre persone tra sostenitori e steward. Tutti i destinatari delle misure sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per rissa aggravata; per tre componenti della delegazione del Catanzaro, tra i quali Vincenzo Polito, si aggiunge anche l’accusa di violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli. La violazione delle disposizioni contenute nel provvedimento è punita con la reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da 10 mila a 40 mila euro. I Daspo avranno durata di due anni per il figlio di Polito, per uno steward 37enne e per un tifoso rosanero 38enne, mentre per tutti gli altri la misura sarà di un anno.
LA DURATA
Il divieto vale per stadi e impianti sportivi di tutti i campionati organizzati da Figc e Fifa, oltre ai luoghi interessati alla sosta, al transito o al transito di coloro che partecipano o assistono alle medesime manifestazioni e vige: due ore prima dell’inizio delle suddette manifestazioni sportive, durante lo svolgimento, e due ore dopo la fine delle stesse. I divieti sono estesi, ognuno per la squadra di cui è sostenitore, anche al centro sportivo nel quale la squadra o la Nazionale Italiana si allenano, nel raggio di 500 metri dal perimetro esterno dello stesso e di ogni altro impianto, per la medesima distanza, ove queste squadre di calcio si radunino per svolgere gli allenamenti, la preparazione pre-campionato, eventuali ritiri o per disputare gare in trasferta. Il divieto di accesso è esteso, altresì, per lo stesso arco temporale, alle stazioni ferroviarie, di metropolitana, dei mezzi di superficie, ai caselli autostradali, agli autogrill, agli scali aerei e navali, utilizzati dai tifosi per raggiungere gli impianti sportivi in occasione delle suddette manifestazioni.



Aspetto le scuse del presidente del Catanzaro che ha accusato un intera città. Avete fatto una narrazione falsa raccontando che eravate le vittime, quando erano i vostri dirigenti ( i parenti) a provocare prima e passare alle mani poi. Io sono sicuro che Catanzaro e’ fatta di gente per bene e cento volte migliore di questi incivili che hanno macchiato il buon nome di Catanzaro, ma tuttavia vi siete fatti ingannare e siete andati dietro a una narrazione fasulla. Viva Palermo, viva Catanzaro abbasso l’inciviltà e abbasso le menzogne.
Faranno ricorso ed annulleranno solo,ovviamente,per i familiari di Polito,così a palemmo stanno sereni
Bravo Felice , si vede che non sei mai entrato in uno stadio , bravo.
Questo perchê eravate gli aggrediti😬 e polito jr si può fare 2 anni di play station… daspoooo
Era ora .