Filippo Pittarello si prende il Ceravolo con la lucidità di chi sa che una doppietta non cancella il percorso, ma lo certifica. Nel 3-2 in rimonta contro l’Empoli, l’attaccante giallorosso è stato il volto della reazione del Catanzaro con due reti e un assist, dentro una partita che ha cambiato verso soprattutto nella ripresa. Eppure, nelle sue parole, non c’è rivincita urlata: c’è semmai la consapevolezza di essere lo stesso giocatore dei giorni difficili, solo più dentro il suo momento.
Il coronamento di un percorso
“Per me è il coronamento di un percorso, ma sono lo stesso giocatore che ha sbagliato gol contro il Frosinone e in altre occasioni”, spiega. È una frase che racconta bene il peso della sua serata: non un punto di rottura, ma un passaggio di maturazione. “Vorrei segnare in ogni partita, ma so che non può essere sempre così. E quando non riesco a dare una gioia ai tifosi, io per primo sto male”.
La chiave della vittoria, per Pittarello, non sta solo nei suoi numeri ma nella risposta collettiva dopo un primo tempo storto. “Nella ripresa abbiamo avuto una reazione incredibile”, dice, e il riferimento è a una squadra che, sotto di due gol, non ha perso ordine né coraggio. La sua doppietta in sette minuti ha riaperto la partita, poi è arrivato anche l’assist per Cassandro nel 3-2 definitivo: tre giocate che hanno capovolto tutto e acceso il Ceravolo.
Il lavoro con Aquilani
Una parte importante del suo racconto riguarda Alberto Aquilani e il lavoro quotidiano. “Il mister ha dimostrato con i fatti di credere in me. Dopo un inizio difficile e diverse panchine, qualcosa in me è cambiato, e le sue indicazioni insieme a quelle dello staff sono state fondamentali”. Pittarello riconosce così il peso della fiducia ricevuta quando attorno a lui c’erano più dubbi che certezze, in linea con quanto lo stesso Aquilani ha rivendicato nel dopopartita. E alla domanda su chi lo criticava, la risposta è asciutta, quasi definitiva: “Non dico nulla”.
Il futuro
Poi c’è lo sguardo sul Catanzaro, che Pittarello tiene volutamente basso ma acceso. “Dove possiamo arrivare lo sapremo solo partita dopo partita, senza lasciare nulla al caso e facendo sempre prestazioni come questa per provare a migliorarci”. Anche quando parla di Serie A, Pittarello resta sul terreno dell’ambizione controllata. “Tutti cresciamo con questo sogno, poi sarà il campo a dire se sarò all’altezza oppure no”. Nessuna fuga in avanti, insomma, ma la dichiarazione limpida di un obiettivo che accompagna ogni calciatore.
E il finale è il più identitario: “Giochiamo per le nostre famiglie, per noi stessi e per una Curva per la quale sarebbe superfluo qualsiasi commento. La fiammella deve essere sempre accesa”. In fondo, dentro questa frase c’è tutta la sua partita: fame, riconoscenza e la voglia di non fermarsi proprio adesso.


