Alberto Aquilani legge il 3-2 sull’Empoli come la conferma di una squadra viva, forte e capace di ribaltare anche una partita nata malissimo. Dopo il doppio svantaggio incassato nel primo tempo, il tecnico sceglie però una chiave diversa da quella del semplice “approccio sbagliato”: per lui il problema non è stato la mancanza di voglia, ma l’eccesso di frenesia. Il Catanzaro, insomma, ha pagato l’urto iniziale e qualche scelta affrettata, ma non ha mai smesso di produrre gioco e occasioni.
I complimenti del tecnico
“Questa è una squadra che merita i complimenti”, dice Aquilani, quasi a voler proteggere il valore complessivo della prestazione oltre il peso dei primi trenta secondi. “Più che di mancato approccio parlerei di frenesia: questa è una squadra che si carica sempre per vincere e oggi, forse, ha avuto troppa fretta. Abbiamo preso gol subito, ho visto troppi passaggi all’indietro, ma nel primo tempo abbiamo comunque costruito sette-otto palle gol”.
I dettagli da rivedere
All’intervallo, racconta Aquilani, la correzione richiesta è stata semplice ma decisiva. “Ho chiesto solo di alzare il ritmo, e i ragazzi hanno fatto quello che sanno fare”. La ripresa del Catanzaro, in effetti, è stata una rimonta piena, trascinata dalla doppietta di Pittarello e dal sorpasso firmato da Cassandro dopo che l’Empoli era volato sul 2−0. Per questo, pur riconoscendo gli errori, l’allenatore parla di “partita nel complesso molto buona”, dentro cui il difetto principale è stato quello di “sporcare” una gara che poteva essere gestita con meno affanno.
Aquilani non nasconde neppure i dettagli da rivedere. Sul primo gol, per esempio, individua una lettura difensiva sbagliata più che una semplice disattenzione: “È un gol brutto, Liberali si è ritrovato a difendere in una zona che probabilmente non era la sua. Sarà uno spunto di analisi in settimana”. Ma a colpirlo, nel bilancio generale, è soprattutto la reazione della squadra: “Ho visto Antonini andare in sovrapposizione, Cassandro spingere come un matto. Sono partite difficili, che però puoi riaprire se ci metti quello che serve”. Dentro questa frase c’è l’idea di un Catanzaro che ha vinto prima con la testa e poi con le gambe.
La tenuta fisica
Ed è proprio la condizione atletica uno dei punti che Aquilani rivendica con più convinzione. “La tenuta fisica? I complimenti vanno al mio staff: le gambe stanno bene, è con la testa che dobbiamo essere sempre collegati”. È un concetto che rafforza la sua lettura della partita: la rimonta non nasce da un episodio casuale, ma da una squadra che ha risorse, corsa e cambi capaci di incidere. Anche per questo il tecnico elogia chi è entrato nella ripresa, da Alesi agli altri subentrati, riconoscendo che il merito delle scelte sta soprattutto nella qualità di chi le rende efficaci.
Pittarello
Un passaggio forte è quello dedicato a Pittarello, uomo simbolo della serata con due reti e un assist. “Qui in pochi ci credevano e lo sostenevano: mi prendo il merito di averlo fatto dal primo giorno. È un giocatore forte, e oggi percepisco in lui la voglia di fare la differenza”. La rimonta del Ceravolo porta molto la firma dell’attaccante, decisivo nel riaprire la partita e nel dare l’assist del sorpasso a Cassandro. Ma Aquilani allarga subito il discorso alla squadra, ricordando anche le criticità ancora aperte: “Stiamo soffrendo sulle palle laterali, ed è una delle cose da sistemare”.
La classifica
Infine, la classifica. Il Catanzaro, con questa vittoria, resta pienamente dentro la corsa alta, mentre l’Empoli, nonostante la qualità della rosa, esce sconfitto da una partita che sembrava avere in mano. Aquilani, però, rifiuta ogni lettura anticipata: “Le analisi le faremo alla fine. Adesso siamo in corsa e ce la giochiamo”. E chiude con una frase che vale quasi come manifesto: “La penso come Spalletti, voglio vincere la prossima col Padova”. Niente voli troppo alti, dunque, ma nemmeno passi indietro: il Catanzaro corre, e vuole continuare a farlo.


