Alla vigilia della sfida contro il Catanzaro, l’attaccante della Virtus Entella Mattia Tirelli fotografa con lucidità il momento della sua squadra, reduce da risultati altalenanti ma determinata a rilanciarsi davanti al proprio pubblico. L’Entella, infatti, fa affidamento sulla solidità casalinga e su un’identità ormai ben definita. Tirelli sottolinea come l’aspetto mentale resti la vera chiave per competere ad alti livelli.
“Lo abbiamo dimostrato sul campo, giocare in casa ci aiuta – ha detto ai microfoni di Tmw -, ma quel che più aiuta è avere sempre un certo spirito e una certa mentalità, che ci consentono poi di avere sempre alta l’attenzione e una grande intensità. Contro il Palermo non meritavamo quella sconfitta, ma guardiamo oltre, cercando di ripetere una gara come quella contro il Cesena, consapevoli che il Catanzaro proverà ad avere il pallino del gioco”.
Il rapporto con Aquilani
Nel corso dell’intervista, Tirelli si è soffermato anche sul rapporto con Alberto Aquilani, figura che ha segnato il suo percorso calcistico e umano: “Con Aquilani ho sempre avuto un bel rapporti, a tratti è simile a Chiappella, è anche lui uno che non si snatura, ha delle caratteristiche che a me piacciono: si è adattato anche lui a un calcio diverso da quello giovanile, ma fa ancora delle cose come allora, ovviamente appunto adattate alla categoria. A me ha dato delle basi a livello calcistico, è forte, e mi è stato vicino anche a livello umano in un momento non facile per me. A Firenze non giocai tantissimo, ma ho sempre sentito la sua stima”.
Un legame che affonda le radici nell’esperienza condivisa ai tempi della Fiorentina, quando Tirelli, pur senza trovare grande continuità in campo, ha potuto costruire fondamenta importanti per la sua crescita.


