Catanzaro, a Frosinone un ko che non mina fiducia e certezze del gruppo

La strada tracciata è quella giusta e dal ko dello 'Stirpe' si possono trarre insegnamenti preziosi per il futuro. A partire dalla probante trasferta di Venezia

Una sconfitta, che mancava da sei giornate di campionato, sul campo della capolista Frosinone ha aperto il 2026 e chiuso il girone d’andata del Catanzaro interrompendo la storica striscia di cinque vittorie consecutive in Serie B. Malgrado una prestazione di grande solidità, personalità e compattezza capace di creare enormi problemi ad una grande corazzata ricca di individualità di categoria superiore. Un passo falso che lascia un bel po’ di rammarico per una partita condizionata dall’esplosione di Frosinini, ma giocata ad armi pari e a viso aperto con una identità ben definita.

POCA PRECISIONE SOTTOPORTA

I giallorossi sono stati in grado di imporre il proprio gioco per larghi tratti, mostrando trame interessanti e un pressing offensivo di elevata intensità. Con accorgimenti in fase difensiva efficaci mirati ad evitare le tanto temute ripartenze avversarie. Le occasioni non sono mancate nell’arco di tutta la partita – in numero maggiore rispetto ai padroni di casa – nonostante qualche errore di troppo in fase di costruzione del gioco che ha portato a più qualche pericolo per la difesa del Catanzaro. Ma a fare la differenza, al contrario di quanto accaduto nelle ultime uscite, è stata l’incapacità di capitalizzare le occasioni create oltre all’episodio dell’espulsione.

LO SCOTTO DELL’ESPULSIONE

L’inferiorità numerica, dovuta all’ingenua espulsione di Frosinini prima dello scoccare dell’ora di gioco, ha aumentato le difficoltà del Catanzaro nella tasferta in Ciociaria. Anche se, grazie ai cambi di Aquilani, i giallorossi erano riusciti a tenere il campo in maniera ordinata correndo pochi pericoli senza rinunciare a impensierire la difesa avversaria con la sgasate di Cisse. Ma a vanificare tutto è stata una disattenzione in marcatura all’81’ sugli sviluppi di un corner (assegnato dopo un angolo dubbio) culminata con l’incornata vincente di Monterisi. Prima del raddoppio in contropiede di Ghedjemis a punire le Aquile sbilanciate in avanti a caccia di un insperato pari.

CONSAPEVOLEZZA E MATURITA’

La sconfitta di Frosinone, maturata con qualche rimpianto per la qualità e la mole di gioco prodotta, non scalfisce quanto di buono fatto finora. Anzi fa crescere soltanto la fiducia di un gruppo ormai maturo, che ne esce con certezze immutate e la consapevolezza di poter dare fastidio anche alle prime della classe. La strada è quella giusta e l’amaro ko dello ‘Stirpe’ può trarre degli insegnamenti preziosi per il futuro. A partire dalla probante trasferta contro il Venezia – battuto soffrendo al “Ceravolo” e reduce da sette vittorie interne consecutive – che misurerà la tenuta mentale del gruppo dopo una prova convincente che non ha fruttato punti.

UN GIRONE D’ANDATA STRAORDINARIO

La possibilità di eguagliare il record di punti in un girone d’andata di Serie B (stagione 1972-1973 con 34 punti) è sfumato. Ma il quinto posto con il bottino di 31 punti in 19 gare (meglio di Caserta e Vivarini), nonostante un inizio con qualche difficoltà di adattamento, resta straordinario e fa ben sperare per il prosieguo del campionato. Il percorso di crescita della squadra è stato importante con margini di miglioramento, soprattutto nei dettagli, ancora inesplorati. Il girone di ritorno è destinato a nascondere sorprese come sempre accade in un torneo competitivo come quello di Serie B. E il Catanzaro vuole continuare a spingere traendo il massimo da ogni partita.

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