Una prova di forza da urlo a Bari: il Catanzaro vola parlando la lingua di Aquilani

Le difficoltà iniziali sono alle spalle. Aquilani sembra esser riuscito a plasmare il gruppo giallorosso a sua immagine e somiglianza con certezze sempre più solide e idee chiare

Ancora una vittoria per il Catanzaro che, dopo il colpaccio sul campo del Modena, è riuscito a sbancare anche il “San Nicola” – per la prima volta nella storia del club giallorosso – sfoderando una prestazione di grande compattezza e personalità sulla scia dell’ultima offerta tra le mura amiche con l’Avellino. Per suggellare il momento d’oro delle Aquile, capaci di dominare il Bari per novanta minuti eguagliando lo storico record stabilito nel 1961 di quattro vittorie di fila in un campionato di Serie B.

AGGRESSIVITÀ E PAZIENZA

I giallorossi sono riusciti a prendere in mano le redini della partita sin dalle battute iniziali al “San Nicola”. Con un pressing alto che ha stordito gli avversari favorendo la riconquista veloce della palla e anche una proprietà di palleggio notevole con la squadra che è stata abile a riconoscere il momento giusto per verticalizzare o, al contrario, per consolidare il possesso. Pazienza e aggressività sono state le arme vincenti di un Catanzaro brillante, capace di divertire e divertirsi, regalando ai circa mille tifosi presenti nel settore ospiti dell’impianto barese anche un gol di pregevole fattura con un’azione costruita alla perfezione da Petriccione e Iemmello e finalizzata in maniera impeccabile da Pontisso.

CONTINUITÀ

Il copione nella ripresa è rimasto invariato. Le Aquile non hanno mai mollato la presa continuando a sfondare con una certa facilità sfruttando le enormi difficoltà dei biancorossi e trovando poi anche il gol del raddoppio sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Antonini. Una gestione del doppio vantaggio da parte dei giallorossi da squadra matura che, senza perdere umiltà, sono stati in grado di controllare la gara senza correre rischi, ad eccezione di un paio di situazioni nel finale figlie anche della stanchezza.

UNA PICCOLA NOTA DOLENTE

Nella splendida prestazione di Bari, senza dubbio la migliore della stagione corrente del Catanzaro, la nota dolente di una giornata da incorniciare è stata il calo di attenzione e le leggerezze – dovute anche alla tanta gioventù gettata nella mischia dalla panchina – registrate nei minuti finali con quel rigore trasformato da Bellomo che ha messo del pepe a un finale destinato ad essere spento. Resta un po’ di rammarico anche per quel pizzico di cattiveria in più sottoporta che è mancata e, proprio come la squadra avrebbe meritato per quanto visto in campo, avrebbe permesso di calare il tris e rendere le ultime battute una questione di pura formalità.

EQUILIBRIO E IDENTITÀ

Aquilani sembra esser riuscito a plasmare il Catanzaro a sua immagine e somiglianza con certezze sempre più solide e idee chiare. Come successo nella passata stagione con Caserta,  le difficoltà iniziali sono state una tappa del percorso di crescita. La maturità e l’equilibrio di squadra finalmente trovato lasciano ben sperare. Resta vietato, però, nonostante una classifica importante a ridosso delle sei big di Serie B, fare voli pindarici con l’obiettivo primario che resta quello della salvezza. Le ultime vittorie sono importanti in termini di consapevolezza nei propri mezzi per un gruppo che si è costruito un’identità ben definita e sta iniziando a raccogliere i frutti di quanto seminato nei mesi precedenti. Perché la strada tracciata è quella giusta e bisogna continuare a percorrerla.

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