Difesa ermetica e idee chiare: Catanzaro sempre più identitario

Una solidità difensiva ritrovata e quella soluzione dei tre attaccanti che ha pagato. Aquilani ha trovato la quadratura del cerchio

Una vittoria quella arrivata al “Ceravolo” con l’Avellino, la terza consecutiva del Catanzaro dopo quelle in trasferta a Modena e in casa con la Virtus Entella, conquistata con una certa autorevolezza al termine di una partita condotta in lungo e in largo concedendo davvero le briciole all’avversario. Tre punti da squadra matura quelli strappati dalle Aquile, capaci ancora una volta di mostrare grande compattezza unita a quella pazienza in determinati momenti del match che è stato in grado di fare la differenza.

RITMI SOSTENUTI

Il primo tempo, come in tutti i novanta minuti, è stato di totale controllo da parte dei giallorossi con una trasmissione della palla però fin troppo scolastica e a ritmi compassati per poter scardinare una difesa avversaria ben organizzata e attenta a non lasciare spazi. Tanto che a creare la migliore occasione del match sono stati addirittura i biancoverdi con Tutino, ma Pigliacelli è riuscito ad evitare il peggio con un prodigioso riflesso sulla traversa. Per una manovra che solo nel secondo tempo ha iniziato a decollare.

CAMBIO DI MARCIA

Come già accaduto in questo campionato, il Catanzaro è riuscito nella ripresa ad aumentare i giri del motore e sbloccare il match in avvio con il guizzo vincente di Cisse. Da lì in avanti la gestione del vantaggio è stata importante, al netto dell’episodio della traversa colpita dall’ex Biasci, con la difesa giallorossa mai realmente impensierita e abile a tenere botta con grande ordine e compattezza anche nel finale di maggiore pressione avversaria per ritrovare la quarta clean sheet stagionale a quasi due mesi distanza dall’ultima (1-0 del 25 ottobre al Palermo).

UNA NUOVA SOLUZIONE

Aquilani sembra aver definitivamente trovato al Catanzaro la giusta quadra che li ha permesso di proporre anche un 3-4-2-1 inedito con Cisse e Iemmello alle spalle di Pittarello. Una soluzione, figlia del momento positivo, che in alcune gare potrebbe rivelarsi produttiva e regalare grandi soddisfazioni a patto di mantenere alto il livello di attenzione e applicazione. Il capitano resta imprescindibile nello scacchiere giallorosso proprio come il giovane scuola Hellas. Ma l’ultima uscita ha aperto scenari nuovi: una punta come l’ex Cittadella può funzionare assieme a due sottopunte e arricchire il bagaglio tecnico messo in campo sin dal primo minuto.

UMILTÀ

Un’ultima vittoria tutt’altro che scontata quella del Catanzaro che contro squadre compatte come l’Avellino ci aveva anche perso. Le insidie erano diverse, ma i giallorossi hanno fornito altri segnali di crescita importanti strappando tre punti pesanti per il morale e la classifica, che adesso li vede in piena zona play-off e lontano soltanto alle sei “sorelle” in corsa per la promozione diretta. I margini di miglioramento nei singoli e nel collettivo non mancano come ribadito da Aquilani. Intanto, però, 19 punti nelle ultime dieci gare sono un dato che parla chiaro e possono solo che alimentare l’entusiasmo della piazza. Ma serve mantenere i piedi ben saldi a terra.

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3 mesi fa

2 traverse, tanto ermetica nn mi sembra proprio

Salvatore S.
Salvatore S.
3 mesi fa

e il gol annullato a Besagio?
la bocca è una ricchezza
solo con il 3-5-2 il Catanzaro gira bene
il modulo usato domenica con l’avellino ha funzionato perchè loro erano chiusi a guscio e ci hanno lasciato palla e campo.. con una squadra che pressa alto e uomo su uomo torinamo a concedere centrocampo e spazi agli avversari come abbiamo fattoe abbiamo preso patate!!!

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