Catanzaro, cinismo e difesa ermetica: a La Spezia un colpo grosso da sogno

Al 'Picco' una straordinaria dimostrazione di come i giallorossi si esaltino nelle difficoltà. E d'ora in avanti testa bassa e piedi per terra senza prefissarsi limiti

Interpretare i momenti della partita e sfruttare al massimo ogni minimo episodio. Era ciò che serviva al “Picco” ed è quello che le Aquile sono state abili a fare addirittura per rifilare il primo ko casalingo stagionale alla corazzata Spezia, che veniva da ben 18 risultati utili consecutivi tra le mura amiche. Una vera e propria impresa, che si va a sommare ai vari scalpi eccellenti collezionati dallo scorso campionato fino ad oggi, quella portata a termine al cospetto di un avversario di livello alto che ha messo in difficoltà Iemmello e compagni come non era mai successo nell’ultimo periodo. Perché la struttura fisica e il pressing asfissiante della truppa di D’Angelo ha creato enormi grattacapi ai giallorossi, capaci di reggere l’urto da squadra vera e poi colpire al momento giusto cogliendo il massimo dall’espulsione di Lapadula grazie a un lampo dalla panchina di Pittarello. A contribuire al colpaccio in Liguria anche un pizzico di buona sorte, mancata in altre occasioni come ad esempio in casa contro il Pisa malgrado una grande prestazione, e un Pigliacelli in stato di grazia nella ripresa.

Un test di maturità superato a pieni voti dalle Aquile per rivendicare l’amaro ko rimediato nel match d’andata giocato al “Ceravolo“. A La Spezia l’ennesima prova di grande carattere e lucidità nei momenti che più contano a conferma di come i giallorossi si esaltino nelle difficoltà. Oltre al quarto posto in classifica, il blitz ottenuto al ‘Picco’ potrebbe aver riconsegnato a Caserta anche un nuovo Pittarello (e non solo per il taglio di capelli): il gol di pregevole fattura da tre punti può segnare un nuovo inizio sia per lui che per l’intera squadra. Mancava un bel colpo grosso, non tanto in termini di consapevolezza e fiducia del gruppo – acquisite con il tempo e il lavoro quotidiano offrendo prestazioni sempre più convincenti anche contro le prime della classe – quanto per far capire come il Catanzaro non debba prefissarsi limiti in particolare ora che la salvezza è vicina. All’orizzonte c’è la sfida con la Reggiana, la bestia nera degli ultimi due anni da affrontare con l’umiltà che ha contraddistinto sin qui il cammino della squadra. Insomma con i piedi ben saldi a terra per volare ancora più in alto.

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