Quel 19 agosto 2023 i tifosi giallorossi lo ricorderanno a lungo. Con due stati dāanimo opposti. Nel giorno dellāesordio in Serie B dei giallorossi di Vivarini allo āZiniā di Cremona, per una macabra coincidenza, scomparvero Carlo Mazzone e Francesco Scorsa. Uno, allenatore iconico, a poche ore di distanza dallāaltro, suo allievo prediletto e capitano di tante battaglie.Ā
Una carriera da tecnico lunghissima per āSor Carlettoā, detentore del record di panchine in massima serie: ben 792 con Catanzaro, Ascoli, Fiorentina, Roma, Lecce, Cagliari, Napoli, Bologna, Perugia, Brescia e Livorno. Con lui in panchina, i giallorossi portarono a casa un nono posto nel campionato di Serie A 1978-1979, anno in cui raggiunsero anche la semifinale di Coppa Italia venendo poi eliminati dalla Juventus. Indimenticabile lo āscudetto degli onestiā dopo la retrocessione in Serie B e il ripescaggio in A nel 1980: un ātitoloā che ha incarnato il suo approccio etico e leale al calcio che tutti ricordano in Italia.
Quando gli allenatori non erano manager con abiti firmati cāera Carlo Mazzone, quando i calciatori non erano miliardari tatuati avevano la faccia e i baffi di Francesco Scorsa. Per un singolare scherzo del destino lo storico difensore ĆØ morto qualche ora prima del suo grande maestro, con cui aveva fatto la storia ad Ascoli. Nativo di Soverato, con i bianconeri vanta infatti il primato di presenze in Serie A. Cessata lāattivitĆ agonistica, Scorsa ha intrapreso la carriera di allenatore con unāapparizione in Serie B alla guida del Catanzaro nella stagione 1985/86 (nellāannata precedente era stato vice allenatore di G.B. FabbriĀ in cima ai tre colli nella trionfale stagione di C1 culminata con la promozione in cadetteria). Avrebbe sognato di vedere un Catanzaro-Ascoli in Serie B, magari al fianco di āSor Carlettoā. Due tra i più grandi, leggendari doppi ex della sfida che andrĆ in scena il prossimo 10 febbraio al āCeravoloā.Ā


