La roboante vittoria contro il Lecco aveva fatto passare tutto in secondo piano, ma la pesante sconfitta casalinga contro il Parma ha evidenziato in casa Catanzaro dei grossi problemi in fase difensiva. Otto reti incassate in due gare dai giallorossi, fino a pochi giorni fa in vetta alla B e adesso in piena zona play-off ma con la seconda peggior difesa del campionato. Nove gol subiti, un dato frutto di una gestione dei novanta minuti non ottimale nelle ultime partite per la squadra di Vivarini. Domenica contro il Parma ĆØ stata riscritta anche in negativo la storia con il peggior ko interno di sempre: prima di quel 5-0 solo il Torino si era avvicinato con un successo di quelle proporzioni al “Ceravolo” (0-4, 12 dicembre 1976).
I primi campanelli d’allarme in fase difensiva sono suonati dopo la gara contro il Lecco. A Padova sono state riscontrate comunque difficoltĆ ben diverse da quelle emerse nell’ultima uscita stagionale. All’Euganeo, il Catanzaro ha avuto un calo di attenzione fisiologico ed ĆØ sembrato particolarmente vulnerabile sulle palle inattive: dagli sviluppi da corner erano nate due reti dei blucelesti. Nella sfida della scorsa domenica, invece, l’atteggiamento propositivo delle Aquile ĆØ risultata un’arma a doppio taglio. La squadra se la voleva giocare a viso aperto ed ĆØ finita per uscire devastata dalla forza in contropiede di un avversario dalle grandi individualitĆ come il Parma. La partita era stata preparata alla perfezione da Pecchia che ha lasciato per l’intero match il possesso palla agli uomini di Vivarini (65%-35%), per poi esaltarsi negli spazi. Tre gol su cinque dei ducali sono arrivati in fotocopia: cross in area per calciatori che arrivavano a rimorchio punendo una retroguardia, quella giallorossa, a maglie fin troppo larghe. Dall’attacco alla difesa ĆØ stata una giornata da dimenticare. Nell’occhio del ciclone sono finiti soprattutto Krajnc, Brighenti e Scognamillo autori di una prestazione irriconoscibile, usciti sconfitti praticamente da tutti i duelli con le frecce gialloblù. Oltre ai tre difensori, anche centrocampisti ed esterni hanno le loro colpe: tutti in costante ritardo nei raddoppi di marcatura.
Se il Catanzaro in Serie C affrontava a viso aperto gli avversari e dominava, in Serie B sarĆ più difficile imporsi a certi ritmi. Le Aquile ne hanno avuto la dimostrazione la scorsa domenica. A far preoccupare maggiormente, dopo la gara del “Ceravolo”, ĆØ il fatto che i giallorossi non abbiano saputo restare in partita, finendo per mollare la presa troppo in fretta. Si sono dimostrati fragili quasi sin da subito. L’opposto a quanto successo all’Euganeo quando con caparbietĆ il Catanzaro era riuscito a portare a casa la vittoria dopo aver subito la rimonta. Saranno due gare che Vivarini studierĆ a lungo. Come ribadito da lui stesso in conferenza stampa, la pesante sconfitta contro i crociati sarĆ salutare per i suoi ragazzi. Il tecnico di Ari sta giĆ pensando ad alcuni accorgimenti in vista della prossima gara contro il Bari, avversario ostico ma diverso per caratteristiche dal Parma. Dal ritorno al vecchio 3-5-2 allo spostamento di qualche pedina nel 4-4-2. Le idee al vaglio sono tante e vanno tutte verso la stessa direzione: quella del ritrovare il giusto equilibrio di squadra.



Ba speriamo che non risorga proprio a Bari che ha la fama di scacciacrisi delle squadre in difficoltĆ šš
L’ unico accorgimento ĆØ la concentrazione e la connessione tra di lorošŖš¦ šā¤ļøšā¤ļø
Scricchiola?…e rutta propio…š¤£š¤£š¤£š¤£
Tornate in serie c .
Non lo dite che qualcuno si arrabbia e vi chiama occasionale anzichĆ© ammettere che ĆØ un reparto scarso ma scarso davvero…Scognamillo centrale mai più e qsto Krajnc non mi hai mai convinto dal 1 giorno…..il resto la squadra ĆØ ottima crea tanto e i gol li facciamo peccato per la difesa sarĆ il nostro punto debole fino a gennaio