Il Catanzaro torna nel suo tempio: il miracolo in tempi record dei lavori al “Ceravolo”

In poco meno di tre mesi, l'impianto di via Paglia è diventato un gioiellino: un miracolo dell'amministrazione comunale targata Fiorita

Voglia di festa e profumo di casa. È tutto pronto in via Paglia: mercoledì 30 agosto, alle ore 20:30, lo stadio “Nicola Ceravolo” ospiterà la gara tra Catanzaro e Spezia. Nella serata di ieri 27 agosto è andato in scena un ulteriore sopralluogo da parte della commissione tecnica della Lega B, confermando di fatto quanto certificato già nei precedenti controlli. Il nulla osta su tutti i tre fronti – campo di gioco, illuminazione ed edilizia – è un traguardo ormai raggiunto ed è frutto di un autentico miracolo.

Un miracolo, sì. Perché ha comportato un investimento di tre milioni di euro, finanziato dalla Regione Calabria, con tre distinte gare di appalto. E gli ostacoli burocratici e tecnici, come sarà facile immaginare, sono stati numerosissimi senza tuttavia comportare imprevisti in termini economici (in soldoni, dalle casse del Comune non è uscito un euro in più rispetto a quanto già previsto). I lavori pubblici in Italia hanno tempi di avvio e completamento molto lunghi, a Catanzaro – per usare un eufemismo- sono stati quasi sempre biblici. Con l’amministrazione Fiorita (sindaco che ha preso realmente a cuore questa vicenda per permettere al Catanzaro – di cui è tifosissimo – di giocare sin da subito in casa), un cantiere pubblico si è invece svolto con una celerità e attenzione – da parte di tutti i soggetti coinvolti – senza precedenti. Un vero miracolo che dovrebbe essere preso a modello in tutta Italia perché possa diventare ordinaria amministrazione.

84 giorni sono passati dall’apertura del cantiere e dall’entrata in scena delle ruspe nell’impianto giallorosso. In poco meno di tre mesi, dunque, il “Ceravolo” (i cui limiti logistici restano tutti) è diventato un gioiellino che ora può vantare un terreno di gioco di ultima generazione. “Dai drenaggi ai collettori, dall’impianto di irrigazione con gestione da remoto alle sonde sotterranee per controllare l’umidità, in tempi record sono stati adottati tutti i parametri per realizzare una struttura moderna e bella esteticamente”, ha scritto in una nota ufficiale Filippo Lulli, amministratore unico della società Turf Europe che verifica i prati per conto della Lega di Serie B. La stessa società che aveva definito il manto erboso del Ceravolo “come un virtuoso esempio di costruzione moderna di un manto erboso sportivo” e “paragonabile a un terreno da Champions League”. Un qualcosa che fino a pochi mesi fa sembrava un sogno o parte del copione di un film dall’epilogo straordinario.

La dimostrazione che Catanzaro riesce sempre a dare il meglio di sé nelle emergenze sta nei frenetici via vai di tecnici, amministrazione comunale e società che hanno messo in campo il massimo sforzo per garantire che tutti i lavori necessari terminassero prima dei sopralluoghi decisivi e, dunque, dell’esordio casalingo delle Aquile. Per la gara contro la Ternana, la Lega B ha ritenuto che occorresse aspettare un ulteriore passaggio burocratico dopo aver comunque incassato l’ok convinto del commissario impianti della Figc, Carlo Longhi. Ha deciso quindi di far giocare le due squadre sul neutro di Lecce, mentre il giorno dopo la Figc ha vidimato l’autorizzazione a omologare il “Ceravolo”. Ed è qui che sta la beffa: se la Lega avesse atteso qualche ora in più per conoscere la decisione della Commissione criteri infrastrutturali della Figc, anche la prima gara casalinga si sarebbe potuta disputare (a buon ragione) al “Ceravolo”. 

Sarebbe stato “un atto di giustizia e buon senso”, per citare le parole del sindaco Fiorita. Anche per riconoscere i grossi sforzi fatti in una fase dell’anno, peraltro, in cui le forniture dei materiali sono molto più problematiche. Le difficoltà si sono toccate con mano, a esempio, ad Ascoli dove i lavori al “Del Duca” sono stati ultimati solo qualche giorno fa e non entro il 10 agosto, come da previsioni. Di stretta attualità è anche il caso del “Rigamonti-Ceppi”, stadio di Lecco che è ancora in fase di ristrutturazione: se il Consiglio di stato dovesse ammettere i blucelesti in Serie B, la squadra di Foschi disputerebbe il match contro il Catanzaro sul neutro di Padova.

Nel capoluogo calabrese, invece, è tutto pronto da diversi giorni. E in vista della sosta Nazionali, l’amministrazione comunale lavorerà per apportare ulteriori migliorie all’impianto: un tabellone luminoso più grande, il montaggio di altri led sofisticati e la grande aquila che verrà inserite a favore di riprese televisive sul tappetino posto sotto la curva Capraro. Altre piccole chicche che renderanno il colpo d’occhio ancora più bello. Nel frattempo la città freme per mercoledì sera, quando il nuovo “Ceravolo” sarà sold-out per assistere al primo incontro casalingo in Serie B. E sarà uno spettacolo bellissimo.

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2 anni fa

Grandi

Paolo
Paolo
2 anni fa

Un miracolo che possa essere preso ad esempio da tutta Italia? Siete sicuri di non esagerare? Perché per correttezza non aggiungete che l’amm. comunale ha sbagliato a scegliere l’impresa per i lavori di illuminazione, inesperta e non all’altezza (lo ha detto Noto) , invece di rivolgersi a qualcuno esperto che già aveva alle spalle lavori di illuminazione negli stadi di serie A o serie B? La fine dei lavori fuori tempo massimo ha costretto la squadra a migrare a Lecce con grave danno economico per la società e per fortuna che abbiamo vinto così non si è aggiunto anche il… Leggi il resto »

Londra
Londra
2 anni fa
Reply to  Paolo

Si poteva fare meglio nella scelta della ditta che ha realizzato l’impianto di illuminazione, rimane il fatto che lo stadio in tre mesi è di nuovo disponibile per la serie B.
la verità è che quello che dovrebbe essere la normalità viene dipinto come un miracolo

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2 anni fa

Complimenti 👏👏 👍

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