La FIGC è stata commissariata. La Giunta del CONI e il Consiglio nazionale hanno approvato all’unanimità il provvedimento e nominato Giovanni Malagò commissario straordinario della Federazione. Sarà quindi lo stesso presidente uscente a guidare la fase transitoria e a portare il calcio italiano a nuove elezioni, da celebrare entro il 31 gennaio 2027.
La decisione, arrivata martedì 6 ottobre, chiude almeno sul piano operativo una fase di tensione tra CONI e Federcalcio. Alla base della vicenda c’è il mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura alla presidenza federale.
Il nodo della candidatura
Malagò era stato eletto presidente della FIGC il 22 giugno con il 70% dei voti. Successivamente, la questione relativa al requisito del tesseramento ha aperto un confronto sulla regolarità della candidatura e sulle conseguenze per gli organi federali. Il CONI ha acquisito pareri giuridici prima di sottoporre il caso alla Giunta e al Consiglio nazionale.
Il commissariamento nasce dunque da una vicenda istituzionale, non dai risultati sportivi delle Nazionali. È una distinzione importante: il provvedimento interviene sull’assetto di governo della Federazione e sul percorso elettorale, non costituisce un giudizio sul rendimento in campo del calcio italiano.


