Le palle inattive sono un vero e proprio tendine d’Achille del Catanzaro. Tra le criticità più evidenti in questo avvio di Serie B della truppa di Gorgone spicca una fragilità difensiva sui calci piazzati e in generale sulle palle alte che inizia a pesare come un macigno. Nessuno nella categoria ha incassato più reti delle Aquile da situazione di calcio piazzato: ben 4 gol su un totale di 9 al passivo (il 44% del bottino complessivo), un dato condiviso con il Vicenza e che inchioda i giallorossi sul podio delle difese piu bucate dell’intero campionato.
AMNESIE E SCARSA CATTIVERIA
Più che una falla puramente tattica, il limite sembra di matrice soprattutto caratteriale e cognitiva. La difesa stenta a mantenere alta la guardia e la tensione emotiva per novanta minuti, mostrando una pericolosa carenza di cattiveria agonistica e concentrazione in alcuni frangenti chiave. Che si tratti di un taglio fulmineo sul primo palo o di una mischia furibonda al centro dell’area di rigore, i giallorossi difettano nella percezione del pericolo, nella reattività e nella comunicazione tra compagni di squadra. Sintomi di un gruppo non ancora del tutto amalgamato, chiamato a trovare in fretta la propria i propri equilibri per uscire dalla crisi.
SERVONO ACCORGIMENTI
I calci da fermo rappresentano ormai un fattore determinante per spostare gli equilibri di un match nel calcio moderno. Presentare una simile falla significa offrire un bersaglio più o meno facile alle squadre avversarie. Qualche miglioramento però si è visto nelle ultime giornate di campionato. La maxi sosta per le Nazionali diventa così un’occasione preziosa per Gorgone: servirà a blindare la tenuta difensiva e a temprare lo spirito di una squadra che deve ancora imparare ad abbassare il raggio d’azione, mantenendo le sitanze, reggendo l’impatto fisico e proteggendo l’area di rigore con la giusta ferocia. Perché le vittorie, spesso, passano dalla capacità di sapar stare dentro le difficoltà.


