Non è cominciato nel migliore dei modi il nuovo anno del Catanzaro dopo la storica striscia di fine 2025 di cinque vittorie consecutive in Serie B. Complice anche un calendario che ha messo di fronte alle Aquile una dopo l’altra le trasferte più complicate del campionato contro le prime due della classe chiuse con sconfitte pesanti, più di quanto mostrato sul campo, soprattutto a Frosinone. A Venezia, come allo ‘Stirpe‘, l’atteggiamento e lo spirito della squadra è stato quello giusto anche nelle difficoltà. Ma non è bastato a causa di errori individuali evitabili e di alcuni episodi sfavorevoli.
BUON APPROCCIO
L’approccio del Catanzaro è stato più che soddisfacente tenendo conto del valore di un avversario con cilindrata invidiabile e di categoria certamente superiore. I giallorossi si sono presentati al ‘Penzo’ con grande coraggio e personalità tenendo il campo con ordine e compattezza per cercare di alzare il baricentro e far male in transizione alla minima occasione. Una mentalità che ha portato subito alla rete del vantaggio firmato da D’Alessandro, durato pochi minuti prima del pareggio realizzato da Busio, ma anche ad un paio di ghiotte palle gol non sfruttate nel corso del primo tempo da Cisse e Iemmello apparsi poco lucidi e cattivi sottoporta.
RIPRESA IN APNEA
Le difficoltà dopo un primo tempo anche combattuto si sono moltiplicate nella ripresa. La pressione dei lagunari è diventata ancora più feroce e asfissiante, togliendo il tempo ai giallorossi di ragionare e costringendoli a più di qualche errore in fase di impostazione del gioco. Le Aquile non sono mai veramente riuscite neppure ad impensierire Stankovic pur difendendosi sotto la linea del pallone con grande compattezza e ordine senza concedere tantissime opportunità fino all’episodio dell’espulsione di Verrengia.
EPISODI SFAVOREVOLI ED ERRORI EVITABILI
Come a Frosinone anche a Venezia non sono mancate nel finale le ingenuità e gli errori individuali che ne hanno condizionato il risultato. Un cartellino rosso evitabile arrivato per una colossale ingenuità a due passi dall’area di rigore ha reso di fatto impossibile la conquista anche del solo punto. Con l’ostruzione giudicata fallosa in area di Antonini, capace di regalare il penalty trasformato poi da Adorante, a spegnere ogni residua speranza del Catanzaro prima del tris in pieno recupero calato da Casas.
FIDUCIA
La sconfitta di Venezia non ridimensiona il cammino delle Aquile. La banda di Aquilani non è stata costruita per vincere il campionato a differenza di quella dei lagunari, il cui divario tecnico è parso evidente. Ma il Catanzaro ne è uscito dal campo sempre a testa alta contro le big del campionato e con la consapevolezza di poter dare filo da torcere. È apparso chiaro nelle ultime due trasferte come il margine di errore sia ancora più risicato al cospetto di club d’alta classifica ed è lo step di maturità che manca ancora ai giallorossi. Mantenere alta la fiducia nei propri mezzi diventa necessario per il gruppo, chiamato nel prossimo futuro ad affrontare impegni sulla carta meno probanti. Da affrontare, però, con la mentalità giusta e senza abbassare la guardia come da sempre richiede il campionato di Serie B.



Oggi domani e per sempre forza Giallorossi 💛♥️