Matias Antonini è il leader indiscusso della difesa del Catanzaro. Con Aquilani è stato riportato al centro del progetto trovando una continuità di rendimento straordinaria scendendo sempre in campo dal primo minuto in questa stagione collezionando 17 presenze condite anche da tre gol. II centrale brasiliano, che a metà annata ha già superato il minutaggio accumulato durante lo scorso campionato cadetto, ha parlato del suo momento d’oro e di quello della sua squadra ai microfoni di TuttoB.
MOMENTO
“Con la vittoria in quel di Bari ci siamo fatto un bel regalo di Natale – ha sottolineato Antonini – Per noi è un risultato che ci dà tanta fiducia e ci permette di trascorrere questo momento in serenità con le nostre famiglie, ma con la testa già proiettata alla partita di sabato contro il Cesena. Il segreto di questo periodo è sicuramente il lavoro che svolgiamo dal primo giorno in cui ci siamo ritrovati in ritiro. Vero è che all’inizio del campionato i risultati non ci premiavano, però fa parte del percorso di crescita di una squadra che ha cambiato guida tecnica e tanti giocatori. Serviva solo un po’ di pazienza. E adesso raccogliamo i frutti del lavoro svolto in questi mesi”.
RAPPORTO CON AQUILANI E SPETTATIVE
“Con il mister ho subito instaurato un grande rapporto – spiega Antonini – perché abbiamo obiettivi comuni. Cerco di ripagare la sua fiducia lavorando forte in allenamento e facendomi trovare pronto in partita”. Sui propositi per il nuovo anno: “Mi auguro di riuscire ad ottenere il massimo, in termini di prestazioni e risultati, per disputare un altro grande campionato con il Catanzaro”.
NONNO JORGE, LEGROTTAGLIE E CAPUANO
“Sono state tre persone importantissime per me e per la mia carriera. Nonno Jorge è amore, lo stesso amore che mi ha trasmesso per il calcio e che gli ha fatto fare un sacco di pazzie affinchè io potessi diventare un calciatore professionista. Quello è amore vero. Nicola Legrottaglie è un visionario… Io nasco centrocampista, ma quando l’ho trovato a Cagliari, dopo qualche giorno di ritiro, mi disse che se volevo fare carriera dovevo giocare difensore centrale. L’ho ascoltato e lo ringrazio perché la sua intuizione mi ha permesso di arrivare dove sono ora. Capuano, lo definirei un ‘professore’ perché in un anno e mezzo con lui ho imparato tanto, sia tatticamente che umanamente. Lo ringrazierò a vita”. E su Vivarini: “Con mister Vivarini ho parlato a fine partita, sa che è una persona, oltre che un allenatore speciale per me. Gli auguro il meglio”.
CESENA
“Ci aspetta una gara molto difficile contro una grande squadra della quale si parla poco – spiega Antonini – Ma se il Cesena è lassù, insieme alle squadre che devono ‘ammazzare’ il campionato, un motivo ci sarà… Noi però siamo in un buon momento, quindi cercheremo di fare la nostra partita per regalare una gioia ai tifosi”.



Nulla è impossibile. Bisogna entrare in campo concentrati lottando su ogni pallone per vincere…
Se giochiamo con tranquillita, tutto viene facile meno stressante, alla fine la spuntano le aquile