Catanzaro, a Pisa nuovi spunti sui quali lavorare in vista dei play-off

Novanta minuti di una sofferenza senza precedenti per le Aquile. Ma il punto ottenuto all'Arena Garibaldi è di quelli pesanti

Doveva essere un banco di prova importante per abituarsi a tenere alta l’intensità e lo è stato per il Catanzaro che ha avuto un assaggio di ciò che lo attende nelle ultime tre giornate di campionato oltreché ai play-off. Al netto delle assenze, i giallorossi sono usciti dal campo di un avversario in salute come il Pisa con un punto piuttosto pesante tenendo conto che vale l’accesso aritmetico agli spareggi promozione e la certezza di disputare il turno preliminare davanti al proprio pubblico. Senza dimenticare anche il +5 ora dal Palermo sesto e il -3 dalla Cremonese quarta. Una rimonta quella subita però in Toscana che, considerando quanto già accaduto in questa stagione, probabilmente sarebbe culminata con un cocente ko nel girone d’andata e per questo motivo il pari deve essere accettato con serenità. Il rammarico di essersi fatti rimontare resta comunque grande anche se i 90 minuti dell’Arena Garibaldi siano stati di una sofferenza senza precedenti.

I giallorossi hanno azzeccato ancora una volta l’approccio alla gara riuscendo a sbloccare subito il punteggio con l’ottava rete dagli sviluppi da corner realizzata al volo da Pontisso, diventato il 13° marcatore giallorosso in questa Serie B. Il suo gol a freddo ha portato i toscani a imporre un lungo predominio territoriale, con le Aquile costrette a stringere i denti riscontrando difficoltà in fase di costruzione mai palesate. Il pressing nerazzurro ha infatti creato diversi problemi alla banda di Vivarini, che ha perso tanti palloni in uscita e fatto fatica a trovare la solita fluidità di manovra. A Pisa, però, è arrivata anche l’ennesima dimostrazione di come il Catanzaro sia letale in transizione con una ripartenza rifinita alla grande da Vandeputte (14° assist) e finalizzata da Ambrosino (al secondo gol contro i toscani). Due gol con due tiri in porta quindi per le Aquile che migliorano ulteriormente la loro percentuale realizzativa: ora salita al 13%, la migliore tra i cadetti.

Malgrado una serata complicata, la vittoria era vicina e quei gol presi nell’ultimo quarto d’ora su episodi fanno male al di là del pareggio agguantato meritatamente dall’avversario. La prima rete subita da Moreo poteva essere evitata dato che l’attaccante nerazzurro era stato lasciato colpevolmente libero di colpire di testa davanti a Fulignati sugli sviluppi di un corner. Meno evitabile il gol dell’ex Marin, che arriva esclusivamente per una sfortunata deviazione di Pompetti. I cambi di Aquilani nel reparto offensivo e la stanchezza finale accusata dai giallorossi sono stati due elementi determinanti nell’amaro epilogo. Vivarini riguarderà con attenzione questa ultima partita dei suoi ragazzi e in vista dei play-off cercherà di lavorare per evitare in futuro di vanificare altri vantaggi come quello di Pisa. Tempo per rilassarsi, però, non ce n’è in questa fase del campionato: è già scattata la missione Venezia per credere ancora nel quarto posto.

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