Intervenuto ai microfoni di Radio Ciak, la bandiera giallorossa Giorgio Corona è tornata a parlare del Catanzaro: “Non potrò mai dimenticare il tempo trascorso a Catanzaro. Devo tanto alla città e ringrazierò per sempre i tifosi. Spero un giorno di fare un salto al Ceravolo. Mi auguro che la squadra possa continuare a fare bene in questo campionato”. Sulle analogie tra la squadra di Vivarini e il Catanzaro di Braglia promosso in Serie B nel 2004: “I tempi sono cambiati ma in questo Catanzaro trovo similitudini nel gruppo. E’ unito e gioca bene perchè tutti si danno una mano a vicenda. Credo che la mia vecchia squadra oggi sarebbe in Serie A”.
Corona possiede oggi una scuola calcio, ma 19 anni fa a suon di reti trascinava il Catanzaro proprio come sta facendo adesso Iemmello: “Sta dimostrando e ha dimostrato di essere un vero leader. E’ uno di quei calciatori che non possono mancare in una squadra – spiega – Sta facendo bene nella sua terra e gli auguro il meglio. Sono un suo grande tifoso, come lui lo è stato di me. Se mi rivedo in Iemmello? In questo calcio io farei fatica per la mentalità che c’è. Il fiuto del gol però resta e si sa che l’attaccante è legato ai gol”.
Re Giorgio ha ricordato anche il compianto Fabrizio Ferrigno, ex centrocampista giallorosso e compagno di squadra di Corona per due anni. “Io con Fabrizio ci sono stato in casa a Soverato e siamo stati assieme pure a Messina – afferma Corona – Fabrizio, oltre ad essere ricordato al Politeama, deve essere ricordato al “Ceravolo” con un memorial o qualcos’altro perché resterà sempre un tifoso giallorosso. Condivido con lui anche un tatuaggio alla gamba sinistra, lo abbiamo fatto a Catanzaro e ci siamo tatuati le nostre iniziali”. Infine, sulla possibilità che il figlio Giacomo Corona (in prestito dal Palermo alla Primavera dell’Empoli) possa vestire in futuro la maglia del Catanzaro: “Sarei contentissimo, ma mio figlio non ha ancora dimostrato nulla ed è un ragazzino”.


