L’ex attaccante giallorosso a La Gazzetta del Sud: “I tifosi avevano voglia di tornare a gioire per la loro squadra. L’entusiasmo attuale ĆØ simile a quello che vivevamo noi in Serie A”
I migliori anni della storia del Catanzaro portano il nome anche di Carlo Borghi. Assieme al partner in attacco di Massimo Palanca prima ed Edi Bivi poi, nelle due stagioni dal 1980 al 1982, le Aquile portarono a casa un ottavo e un settimo posto in Serie A. Con la sua classe, visione di gioco e gioventù fece impazzire numerosi tifosi calabresi. Tuttavia, in quel periodo non fu tutto rose e fiori dato che nel 1982 arrivò una cocente eliminazione in semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, dove Borghi andò comunque a segno sia all’andata che al ritorno. In maglia giallorossa fece il suo debutto tra i grandi all’etĆ di 22 anni, collezionando in totale 12 gol in 66 presenze. Da sempre affezionato al Catanzaro, alle colonne della Gazzetta del Sud, l’ex attaccante toscano ha voluto commentare il campionato dei record della formazione di Vincenzo Vivarini, concentrandosi in particolare sul reparto offensivo.
Per iniziare, Borghi ha parlato cosƬ dell’attuale rosa del Catanzaro: “Ogni reparto ha permesso che la squadra nel suo complesso diventasse più forte. L’ho vista spesso e con piacere. Credo non abbia punti deboli, ovunque ha giocatori di categoria superiore. D’altronde, se domini le partite dall’inizio alla fine come ha fatto il Catanzaro vuol dire che sei di un altro pianeta. I meriti sono comunque da dividere. La mano di Vivarini si ĆØ vista anche l’anno scorso facendo qualcosa di eccezionale insieme a tifosi, giocatori e a una societĆ seria che ha lavorato molto bene. Tutto l’insieme ha contribuito a una stagione che ĆØ complicata da descrivere con un solo aggettivo. Ć “ineguagliabile” da parte di qualsiasi altra squadra di Serie C. Erano anni che il Catanzaro non faceva campionati di vertice, la gente aveva voglia di tornare a gioire e ora c’ĆØ un entusiasmo come quello che vivevamo noi in Serie A. Una roba del genere non esiste in Serie C, spesso nemmeno in B e alcune volte neanche in A. Ora la Supercoppa per mettere la ciliegina sulla torta”.
Da ex attaccante si ĆØ poi concentrato principalmente sul reparto offensivo giallorosso dal gol facile: “Ero un attaccante e ho guardato con attenzione soprattutto quello. Basta leggere i gol realizzati per capire il livello. Con tutte le occasioni che creano, ĆØ più facile segnare e la partecipazione alle marcature ĆØ stata infatti globale. Gli attaccanti Biasci e Iemmello si completano a vicenda, magari il primo ĆØ meno bomber ma apre gli spazi e fa movimento per l’altro”.Ā Sul miglior marcatore del Catanzaro 22-23: “Iemmello ĆØ il classico bomber, quest’anno ha giocato con una semplicitĆ disarmante anche nelle cose che sembravano più difficili. Mi ha colpito molto la sua intelligenza calcistica, ĆØ bravo a giocare a centrocampo, dietro le punte e sulla trequarti. Ć uno a cui piace arretrare come facevo io, quando ha la palla sa giĆ cosa fare e dove mandarla”.
Infine, Borghi ha concluso parlando del suo più grande rimpianto col Catanzaro: “La sconfitta nella doppia semifinale contro l’Inter non ci voleva, la finale sarebbe stata il top e ogni tanto mi vengono in mente quelle partite. Ancora oggi sento un piacevole rimpianto ma Catanzaro ĆØ stato il mio sogno da bambino. Aspiravo di arrivare lƬ su, in Serie A. Se ce l’ho fatta ĆØ per merito loro e di questo posso essere solo che contento”.


