Catanzaro, gambe pesanti e difesa fragile: da Vicenza i segnali da cui ripartire

Vietato fare drammi. Il nuovo corso targato Gorgone è appena iniziato e le difficoltà fanno parte del percorso di crescita

Una sconfitta che lascia veramente tanto amaro in bocca quella arrivata all’esordio in Serie B sul campo del Vicenza. Al termine di una prova meno brillante e appariscente rispetto a quella vista in Coppa Italia contro il Sudtirol, che ha messo in risalto un’evidente fragilità difensiva e una gestione dei novanta minuti rivedibile, soprattutto dopo i gol del vantaggio realizzati, in particolare dopo il secondo, capace quasi di annullare la qualità di gioco e le interessanti trame mostrate a tratti. C’è tanto lavoro da fare in casa Catanzaro, come sottolineato da mister Gorgone, con il mercato che potrà e dovrà assumere un ruolo importante per cercare di colmare tutte le lacune emerse.

UN GRUPPO CON IDEE

Le idee sono abbastanza chiare e i principi di gioco in fase di possesso palla sembrano già ben definiti in casa Catanzaro. La dimostrazione è arrivata anche durante la prima uscita di campionato. Davanti a una cornice di pubblico calda e uno stadio strapieno come il “Menti”, i giallorossi hanno mostrato una buona proprietà di palleggio e un’intesa dal centrocampo in su di ottima fattura. Iemmello, Alesi e anche Koffi, schierato per via dell’assenza di Pafundi e autore di una prova positiva al netto di qualche errore sottoporta, hanno sfoggiato qualità importanti sulla trequarti e nello stretto, riuscendo a impensierire per lunghi tratti la difesa avversaria e creando anche buone occasioni. Il risultato, però, non ha premiato le Aquile, punite a caro prezzo da alcuni blackout difensivi sulle situazioni da calcio da fermo.

FRAGILITÀ DIFENSIVA

La sensazione in casa Catanzaro, confermata anche dai fatti, è quella di una squadra che, quando ha la palla, può fare male in qualsiasi momento, nonostante la condizione fisica ancora precaria di diversi elementi della rosa a disposizione di Giorgio Gorgone. In tal senso, i cambi di Gallo hanno fatto la differenza ai fini della rimonta finale, a fronte di quelli, anche tardivi, dei giallorossi. Allo stesso tempo, però, le Aquile sono apparse troppo fragili e, almeno per il momento, faticano a reggere l’urto nei momenti di difficoltà, finendo per perdere metri, distanze tra i reparti e soffrire fin troppo nei duelli individuali. La gestione dei novanta minuti dovrà cambiare alla svelta, pur considerando le difficoltà di inizio stagione nel mantenere un livello di intensità elevato per tutta la gara. A maggior ragione, però, bisognerà imparare a soffrire e a serrare i ranghi per concedere meno spazi e occasioni agli avversari. Sarà questo il primo passo per portare a casa i primi risultati.

LE PALLE INATTIVE

Un ruolo cruciale nell’open day di questa Serie B lo hanno giocato proprio i calci piazzati: quattro gol su cinque sono nati sugli sviluppi da situazioni da fermo. Il gol del secondo vantaggio giallorosso è arrivato su un corner di Petriccione, prolungato da Antonini verso il secondo palo per il tap-in di Verrengia, ma ben due reti del Vicenza sono state incassate sugli sviluppi da angolo. Rivedibili le marcature dentro l’area in occasione del gol di Cuomo su corner di Costa, dove sia Ruggero che Antonini lo lasciano staccare di testa indisturbato. Poco cattivo, invece, Mosti nel finale, dove, attratto dalla palla, si fa rubare il tempo in area da Pietrelli sul tiro dalla bandierina di Corazza. Fin troppo passivo anche l’atteggiamento di Verrengia e Ruggero, dopo la lettura sbagliata di Antonini sulla rimessa lunga di Pietrelli, che porta al destro secco e vincente di Morra. Sono da rivedere al più presto, dunque, i meccanismi difensivi per Gorgone, chiamato a correre ai ripari per ridurre la sofferenza sulle palle alte ed evitare di subire gol da calcio piazzato. In attesa di rinforzi con centimetri dal mercato…

LAVORO

Non resta ora che lavorare sugli spunti lasciati dalle prime due uscite stagionali. Il nuovo corso targato Gorgone è appena iniziato e, come spesso accade all’inizio di un percorso, le difficoltà rappresentano una componente fisiologica e, in molti casi, necessaria per costruire qualcosa di solido. È già successo nelle ultime stagioni con le precedenti gestioni – nonostante non fosse mai arrivata la sconfitta all’esordio in B – e anche stavolta servirà tempo per trovare i giusti equilibri. Spetterà al gruppo, insieme alla società, mantenere la barra dritta e superare il momento complicato, trasformandolo in un’opportunità per diventare squadra. Vietato fare drammi: dai limiti emersi si dovrà ripartire per migliorare. L’inserimento dei nuovi, in attesa di ulteriori innesti dal mercato, e la crescita di buona parte della rosa sono processi ancora in divenire. Perché anche i passaggi a vuoto, soprattutto quelli più amari, possono diventare tappe importanti nel percorso di crescita.

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3 Commenti
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Giallorosso controcorrente
2 mesi fa

Scusate ma di quali rinforzi con centimetri parlate? Antonini e Ruggero sono 190 cm. Forse non sono abili nelle marcature? Giochiamo a calcio non a basket, 190 cm sono assolutamente sufficienti..se sai marcare l’uomo.

vincenzo
2 mesi fa

Chiedo a chi di dovere, chi è il preparatore atletico? Come mai I ns calciatori risentono la stanchezza così presto?

Giallorosso controcorrente
2 mesi fa

Scusate ma di centimetri direi che abbiamo a sufficienza, Ruggero e Antonini sono alti 190 cm….il problema è che evidentemente non sanno marcare sui calci piazzati.

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