Catanzaro, un esordio stagionale che racconta già le idee di Gorgone

Il cantiere giallorosso è ancora aperto. Sul piano della qualità e dell’organizzazione, però, difficilmente potevano arrivare segnali più confortanti

È arrivata la sconfitta ai calci di rigore al “Ceravolo” nell’esordio stagionale contro il Sudtirol, con la conseguente eliminazione del Catanzaro dalla Coppa Italia. La partita, però, ha offerto diversi spunti a Giorgio Gorgone in vista dell’inizio del campionato di Serie B (venerdì 21 agosto l’esordio a Vicenza). C’è ancora da migliorare sotto diversi aspetti e il mercato dovrà inevitabilmente sopperire ad alcune carenze di un organico ancora incompleto: servono in particolare due centrocampisti e un attaccante, visto anche l’ormai imminente addio di Pittarello. Al di là del risultato, però, i principi di gioco e le idee del nuovo tecnico sono sembrati molto chiari.

IDEE CHIARE

La prima ora di gioco dell’esordio stagionale del nuovo Catanzaro è andata oltre ogni previsione. Per almeno sessanta minuti, la banda di Gorgone ha giocato a un’intensità straordinaria, mostrando principi riconoscibili e già ben definiti: dalla feroce riaggressione dopo la perdita del pallone, che ha portato al secondo gol di Iemmello, alla capacità di mantenere i reparti corti, passando per la ricerca della verticalità, l’occupazione degli spazi e l’attacco dell’area di rigore con più uomini possibili. La partita ha visto una sola padrona per larghi tratti, con trame di gioco interessanti e un lavoro tra le linee di grande qualità, capace di mettere in seria difficoltà la difesa avversaria. Il risultato non ha premiato le Aquile, tradite da un blackout difensivo pagato a caro prezzo, ma le indicazioni sul piano della qualità e dell’organizzazione sono state piuttosto positive. Anzi, difficilmente poteva esserci un biglietto da visita più confortante per il nuovo corso giallorosso.

SINGOLI

A prendersi la scena nell’esordio stagionale sono stati Iemmello e Pafundi, protagonisti di un’intesa già molto interessante e capaci di accendere l’entusiasmo dei tifosi con movimenti e giocate di elevata qualità. Il gioiellino giallorosso, classe 2007, si è distinto per personalità e tecnica, mettendo il sigillo sulla sua prova con una rete di pregevole fattura. Il capitano, invece, si è confermato ancora vero e proprio riferimento offensivo trovando anche il suo 87esimo centro in maglia giallorossa. Buone indicazioni anche da Alesi, impiegato sulla trequarti e fermato soltanto dal palo quando avrebbe meritato la gioia della rete, e da Petriccione, riferimento costante nella costruzione del gioco e prezioso anche in fase di rottura. Positive anche le prove di Verrengia e D’Alessandro, oltre che dei nuovi arrivati Mosti e Ruggero. Devono invece ancora crescere di condizione sia Dorval che Candela, apparsi tra i meno brillanti della squadra.

LA NOTA DOLENTE

La poca concretezza sotto porta, qualche sbavatura difensiva di troppo e una condizione fisica ancora non ottimale rappresentano le principali note stonate di una giornata che avrebbe potuto regalare una soddisfazione al pubblico giallorosso. Con maggiore freddezza e incisività negli ultimi metri, il Catanzaro avrebbe potuto capitalizzare la mole di gioco prodotta e chiudere la sfida nei novanta minuti, evitando così l’amara lotteria dei calci di rigore. Tra gli aspetti da migliorare c’è la gestione dei momenti chiave della partita. Dopo un’ottima ora di gioco, la squadra di Gorgone ha iniziato progressivamente a perdere brillantezza, lasciando campo e iniziativa al Sudtirol. La condizione di alcuni elementi, in evidente affanno nel finale, ha finito per incidere sulla capacità di mantenere il controllo della gara nella fase più calda. Da registrare e assimilare ci sono soprattutto i meccanismi difensivi. La lettura sbagliata di Bashi, che ha spianato la strada al gol di Mixtur, e alcune distanze rivedibili hanno permesso agli altoatesini di rientrare in partita proprio quando i giallorossi sembravano avere la qualificazione in pugno. Aspetti sui quali bisognerà lavorare, ma che non possono cancellare quanto di buono emerso all’esordio.

UNA BUONA BASE

Quello con il Sudtirol è stato un test utile per mettere minuti nelle gambe, valutare lo stato di forma del gruppo e verificare l’intesa tra i reparti, apparsa già a buon punto. L’impronta tattica e l’atteggiamento del primo Catanzaro targato Gorgone rappresentano una buona base di partenza e lasciano ben sperare in vista dell’inizio del campionato. In poco tempo si è già intravista un’identità di squadra, tutt’altro che scontata dopo i tanti cambiamenti estivi. È normale che alcuni automatismi debbano ancora essere oliati, ma ora il focus si sposta sul campionato di Serie B, dove bisognerà proseguire il percorso di crescita e l’inserimento dei nuovi, compresi quelli che devono ancora arrivare. Il cammino sarà lungo e non privo di difficoltà, come inevitabile quando si avvia un nuovo progetto tecnico. Il primo passo, però, è stato incoraggiante. Serviranno pazienza e tempo prima di trasformare il lavoro in risultati: il cantiere giallorosso è ancora aperto.

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6 Commenti
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Commento da Facebook
2 mesi fa

Ha Palermo hanno finito i limoni😄

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2 mesi fa

In serie B sé non si è più cinici il bel gioco non paga….

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2 mesi fa

Per me hanno giocato bene… quest’ anno voglio la promozione diretta!!! Ormai l’esperienza B va stretta

Giallorosso controcorrente
2 mesi fa

Ragazzi facciamo i seri, non abbiamo i numeri per una promozione diretta! Abbiamo giocato bene per 60 minuti, le partite ne durano 95/100 di minuti. Alla fine abbiamo pareggiato se vogliamo escludere la lotteria dei rigori. Per vincere il campionato le partite le devi vincere. Se giochi con quella intensitá, devi avere una buona seconda fila noi al momento a stento abbiamo una prima squadra. Altrimenti giochi forte per un oretta e poi cali e ti recuperano la partita.

Francesco
2 mesi fa

Per me il Catanzaro con il Palermo va in Serie A direttamente.

Commento da Facebook
2 mesi fa

I giovani presi devono giocare

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