Verso Catanzaro-Juve Stabia, Aquilani: “Dovremo ragionare più da squadra”

"Vogliamo la vittoria, ma non deve diventare un'ossessione. Con le vespe non potremo permetterci di giocare sottoritmo"

“I dettagli sono quelli che fanno la differenza, ci sono tante componenti che determinano il risultato di una partita e con il gruppo abbiamo lavorato su questo aspetto durante la settimana. Ho visto dei progressi a Reggio Emilia e ce li portiamo dentro di noi. Ma ci manca ancora la vittoria e la vogliamo ottenere domani”. Alberto Aquilani freme dalla voglia di regalare i primi tre punti stagionali ai tifosi giallorossi alla vigilia di CatanzaroJuve Stabia, l’anticipo della quinta giornata di Serie B in programma venerdì 26 settembre al “Ceravolo” (calcio d’inizio ore 20:30). “La vittoria ci può dare quella scia emotiva che nasconde qualche problemino e crea quel vento di aria positiva che può farci bene – ha proseguito – Non deve però diventare un’ossessione e portarci pur di ottenerla a fare qualcosa di diverso da quello che prepariamo. Dobbiamo essere più bravi a trascinare il nostro pubblico. Non ci siamo riusciti nelle prime partite e domani mi aspetto una squadra che possa trasmettere entusiasmo alla gente. I tifosi ci sostengono sempre e devono essere un valore aggiunto”.

Aquilani non vuole sentir parlare di turnover alla vigilia della gara con la Juve Stabia, la prima di un trittico che culminerà con le trasferte di Monza e Genova con la Sampdoria: “Ci sono undici giocatori di partenza che reputo più pronti alla strategia iniziale e poi ci sono altri cinque titolari che possono essere determinanti. Nel calcio delle cinque sostituzioni i ragazzi devono pensare di essere tutti dei titolari. Ho tante frecce nel mio arco e in tanti mi mettono in difficoltà nelle scelte. Ma questo non deve essere un problema ma la nostra forza”. Al “Ceravolo” si sfideranno due compagini votate al possesso palla: “Non basta il possesso palla nel calcio moderno, bisogna capire quando essere più verticali e quando andare in pressing alto o stare più bassi per poi ripartire. Questo è un aspetto su cui dobbiamo lavorare e vorrei vedere dei miglioramenti da questo punto di vista già domani. A Reggio Emilia abbiamo concesso tanto per demeriti nostri e dobbiamo iniziare a ragionare più da squadra. Domani inconteremo un avversario diverso dai precedenti. Non potremo permetterci di giocare sottoritmo, altrimenti saranno problemi seri. Abbiamo studiato ciò che fanno, abbinano alla qualità la fame che serve in questa categoria. Ci aspetta un bel test”.

I giovani sono un tema caldo in casa Catanzaro: Credo nella meritocrazia e non guardo in faccia a nessuno. I giovani ti danno tanto ma possono tralasciare qualcosa. Sono molto soddisfatto di Cisse e Rispoli ma anche degli altri. Non penso che siamo bravi perché facciamo giocare i giovani, ma ho scelto di puntare su di loro perché ritenevo potessero avere quel qualcosa in più da dare al Catanzaro. Cissè? Sta facendo bene, ma come gli altri non deve appagarsi e abbassare la guardia. Leggo tanto e sto con le orecchie dritte. Mi ha impressionato per ciò che fa soprattutto senza palla perché conosco le sue qualità. Quello che fa senza palla è ciò che lo renderà un giocatore diverso dagli altri. Non bisogna riporre nei giovani troppe aspettative perché è questo il modo giusto per crescere”. Infine, su Abate: “Siamo amici, ci confrontiamo spesso ed è una persona che stimo molto sia dentro che fuori dal campo. Ci aspetterà una bella sfida”.

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