“Sono contento di quello che sto facendo, Aquilani, fin da subito, mi ha dato grande fiducia. Ho giocato le prime due partite, rimanendo in campo per 90 minuti. Mi piacere dare tutto, se sei timido fai poca strada in questo mondo. È una delle cose che mi ha trasmesso Fabregas durante questi primi anni di carriera. A 19 anni era capitano dell’Arsenal. Se non hai carattere e coraggio, a quell’età è quasi impossibile pensare a una cosa del genere”. È quanto ha detto Fabio Rispoli, centrocampista del Catanzaro, ai microfoni di gianlucadimarzio.com.
“I suoi complimenti prima della sfida con la Lazio? Non è la prima volta che parla bene di me prima di una partita – ha aggiunto –, fa piacere ricevere i suoi complimenti. Già altre volte, quando gli hanno chiesto dei giovani italiani, ha fatto il mio nome. Mi ha insegnato tanto. Liberali? Prima del suo arrivo a Catanzaro ci siamo sentiti al telefono, abbiamo parlato un po’ della città e della squadra. Io gli ho dato subito un parere positivo, qui si sta davvero bene, sia dentro che fuori dal campo. Mi sono trovato bene fin dal primo momento, il gruppo è fantastico, non mi aspettavo di trovare così tanti giovani. È il posto giusto per me, Aquilani ha un’idea tattica precisa, vicina a quella di Fabregas. È uno degli aspetti che ho preso in considerazione”.
Poi, sul numero 32: “Era il numero di mio zio. Per questo motivo, quando è possibile, cerco di prenderlo. Voglio portare avanti questa tradizione familiare. Abbiamo iniziato a parlare di calcio solo dallo scorso anno. Ci sentiamo spesso, mi dà qualche consiglio, ma in generale mi lascia tanto spazio sull’argomento”. Infine, uno sguardo al futuro: “Spero di arrivare presto in Serie A, provando a rimanere a Como, ma soprattutto di giocare un Mondiale con la maglia azzurra. Per me è sempre una grande emozione indossare questi colori.



Spero che cambi idea e rimanere a Catanzaro, portandoci in serie A fra qualche anno.