Aquilani: “Il Catanzaro era nel mio destino. Iemmello? È come Totti a Roma”

"Oggi mi sento più maturo e con le idee più chiare. Calciomercato? Mi aspetto due esterni d'attacco, gente con entusiasmo"

“Con il Catanzaro era una storia che andava ormai avanti da anni. Ci eravamo già sentiti dopo la promozione se fosse partito Vivarini, poi l’anno scorso è stata una telenovela. Questo invece era l’anno giusto“. Alberto Aquilani si racconta in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Il suo primo sponsor è Pietro Iemmello,  il Re di Catanzaro con il quale ha giocato con il Sassuolo: “Lo stimo, ci siamo confrontati molto, il nostro legame è stato un motivo in più venire qui. Rappresenta il legame tra squadra e città, ha fatto grandi cose e ha un peso dentro e fuori dal campo, un po’ come Totti a Roma. Con le dovute proporzioni”. Il tecnico romano tornerà ad allenare dopo un anno di pausa: “È stato un anno formativo, non sono stato in vacanza. Ho seguito da vicino Fabregas, il suo Como mi incuriosiva e lui è stato gentilissimo ad ospitarmi. Sono stato anche da De Zerbi a Marsiglia, è un amico. Confrontarmi con loro è stato utile”.

Un percorso che lo ha portato dalla Primavera alla B: “Credo di aver sempre fatto gli step giusti. Passare dalla Primavera alla Serie B non è stato facile anche se avevo vinto quasi tutto. Oggi mi sento più maturo e con le idee ancora più chiare”. L’impatto con la Serie B a Pisa non fu dei migliori: “Io lo ritengo positivo. Fu un salto tosto, ricco di difficoltà di cui ho fatto tesoro. La promozione dell’anno dopo con Inzaghi? Era una squadra diversa dalla mia. Tanti giocatori c’erano anche con me, ma a causa di alcuni infortuni li ho potuti allenare poco”. Joe Barone aveva battezzato Aquilani come futuro allenatore della Fiorentina: “Perderlo è stato un duro colpo, Joe per me era più di un direttore: era un punto di riferimento. Aveva disegnato un progetto su di me ed è stato come perdere un parente”. Sui suoi modelli di riferimento: “Spalletti mi ha formato più di tutti, è uno di quelli che si evolve sempre. Jorge Jesus in Portogallo invece mi ha acceso la lampadina su tante cose, come il cambio modulo all’interno della partita: le trasmetteva in maniera così maniacale che rimanevano dentro e davano giovamento”.

Sull’idea di calcio per il suo Catanzaro: “Vorrei una squadra che propone qualcosa, però aspetto che sia costruita e poi decideremo. Di certo al giorno d’oggi bisogna saper fare tutto e il coraggio non deve mancare mai. C’è tanto entusiasmo qui a Catanzaro, da qualche anno è un club che sta facendo grandi cose. E anche le mie ambizioni sono alte. Però contano il sacrificio e la voglia di lavorare: le parole non bastano”. Aquilani raccoglie la pesante eredità lasciata da Caserta e Vivarini, reduci entrambi da una semifinale play-off per la promozione in A: “Questo è uno stimolo per me. Caserta ci è arrivato partendo in sordina con umiltà, poi giocando bene si è meritato quel traguardo. Dovremo fare lo stesso cammino, anche se ogni campionato ha una storia sé”. Il suo Catanzaro prenderà forma a rosa completa: “Mi aspetto che arrivino un paio di esterni d’attacco, gente con entusiasmo. Una volta al completo vedremo come giocare, ora lavoriamo sui principi di gioco e poi vediamo”. Infine, sulla prossima Serie B: “Sarà un campionato trappola. Parliamo di un torneo particolare, chi parte per vincere rischia magari di retrocedere e viceversa. Quindi dovremo tenere le antenne dritte e occhio alle insidie”.

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Paolo
Paolo
8 mesi fa

Mi sa che devi rinunciare alla difesa a 4 e pensare a un 3–5-2
Con la difesa a 3 bastano 4 esterni (2 a destra e 2 a sinistra, riserve comprese) , con la difesa a 4 servono 8 esterni (4 difensivi, 2 a destra e due a sinistra, e 4 offensivi, 2 per lato ….e quando li comprano 8 esterni se ora ne abbiamo 1 solo (Frosinini….)

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