Pigliacelli 6 – È sempre il primo regista dell’impostazione giallorossa. Incolpevole sui due gol subiti, a ridosso dell’intervallo smanaccia il tiro-cross insidioso di Della Valle.
Scognamillo 6 – Attento e ruvido, allontana i palloni vaganti in area e limita gli attaccanti avversari con fisicità e sostanza. Il primo squillo del match arriva da una sua conclusione dal limite al quarto d’ora.
Bonini 5,5 – Non commette errori particolarmente rilevanti, ma non è sempre efficace nel controllare Abiuso che vince diversi duelli aerei. Sbaglia diversi appoggi e nel primo gol del Modena ha qualche responsabilità. Da rivedere. (dal 13’st Brighenti 6 – Nel complesso presidia bene la sua zona di competenza e dà un apporto consistente in fase di disimpegno. Nel finale mura una conclusione di Antonini davanti allo specchio)
Antonini 6 – Cerca di limitare come può gli attaccanti avversari, con attenzione e senso di posizione. Tiene impegnato Di Pardo sul corner che porta al pareggio definitivo di La Mantia. Sfortunato nel finale, quando Brighenti gli mura una conclusione davanti allo specchio.
Situm 6,5 – Accompagna spesso l’azione offensiva e aiuta con il solito sacrificio sulla sua corsia di competenza, tenendo testa agli avversari. Al 26’ firma il momentaneo vantaggio giallorosso: un capolavoro.
Pompetti 6 – Mantiene gli equilibri della squadra e si alterna con Petriccione in regia, aiutando i suoi a macinare gioco. Lotta in mezzo al campo con fisicità. (dal 13’st Pontisso 6,5 – Reduce da un brutto infortunio, entra in campo e prova a scuotere i suoi dando vivacità in mediana. Sempre encomiabile per impegno in entrambe le fasi, trova l’assist per il gol decisivo di La Mantia)
Petriccione 6 – Nel complesso gestisce comunque bene la pressione avversaria e lavora la solita consistente mole di palloni. Buono anche l’apporto in fase di non possesso.
Koutsoupias 6 – Lavora tantissimi palloni, con senso della posizione e intelligenza tattica. Fa tanto pressing, ma non riesce a trovare le giuste linee di passaggio per le due punte. Ha margini di miglioramento. (dal 24’st Compagnon 5,5 – Entra con la voglia di creare qualche pericolo, ma non impatta per come vorrebbe in un match complicato)
D’Alessandro 6,5 – Il migliore dei suoi. Corre senza mai risparmiarsi e lotta per favorire una veloce riconquista del pallone, risultando prezioso in entrambe le fasi. Dal suo cross nasce il gol di Situm. (dal 37’st Seck 6 – Nel finale, come spesso accade, si rende pericoloso con le sue incursioni)
Pittarello 5,5 – Ingaggia un duello con Zaro e si impegna come sempre per aiutare la squadra a salire, ma non viene servito a dovere ed è obbligato a fare il solito lavoro con le spalle rivolte alla porta. Nonostante la corsa continua e costante, non si rende mai pericoloso.
Biasci 5,5 – Riceve pochi palloni e si svena senza successo per trovare lo spunto giusto. È uno dei grandi dilemmi di questo inizio di campionato. (dal 37’st La Mantia 6,5 – Un colpo di testa pericoloso su assist di Petriccione, poi il gol del 2-2 con un colpo di testa – deviato da Di Pardo – su calcio d’angolo. Una piccola scossa che può dargli fiducia)
Caserta 5 – Doveva essere la gara della svolta, quella decisiva per dare le risposte che tutta la tifoseria attende da settimane, ma niente di tutto questo. Il Catanzaro ha mancato nuovamente l’appuntamento con la vittoria e, soprattutto, nemmeno questa volta ha offerto una prestazione convincente. Perché della partita contro il Modena si possono salvare solo i primi venti minuti, culminati con il gol – bellissimo – di Situm, e poc’altro. La confusione diventa totale nella ripresa e la fotografia del momento giallorosso è quel contropiede avversario (sugli sviluppi di un corner a favore dei giallorossi) che porta al momentaneo vantaggio del Modena cinico nell’approfittare della clamorosa disorganizzazione difensiva del Catanzaro. Il pari di La Mantia nel finale è frutto della fortuna mista a un pizzico di cuore. Di ogni variante tattica sono stati soppesati scrupolosamente vantaggi (pochi) e svantaggi (molti): quello che più preoccupa, una volta arrivati all’ottava giornata di campionato, è la mancanza di una identità di gioco. E dopo la seconda sosta gli equilibri del campionato inizieranno a delinearsi…



Finalmente un post oggettivo!!!
#CASERTAOUT
Per quanto ne possa capire,il mister Caserta non è un allenatore di alta classifica, ne tanto meno di media pertanto palla alla società se si vuole raggiungere una salvezza tranquilla!!
Sign Presidente ancora quanto tempo bisogna dare a l’allenatore evidente che non si vede un gioco di squadra
Dopo la sosta ci sarà una sconfitta col Bari
Il problema non é l’identità o il modulo,tante squadre con “nomi ” di allenatori stanno avendo grossi problemi.Vivarini adesso é ricorso a 4 3 2 1 c.d albero di natale…ma regali non ne arrivano….Il problema é Caserta, comunque e a prescindere…..
Non devo certo difenderlo….non ne ha bisogno ,ma verso altri in passato c’é stata meno polemica. Lo si aspetta perdente.Vivarini col Modena lo scorso anno fece 3 a 2 in casa,perdendo malamente ,ieri ,comunque pareggio,che non risolve ma la salvezza passa anche dai pareggi e verranno migliori risultati. Il Presidente non ha bisogno di incitamento all’esonero
E chi la dovrebbe dare???? Il massaggiatore?
Il brodino della serie C..! È chiaro..!
Il Catanzaro dei record in C era già un orchestra coma in B l’anno scorso…qui palla lunga duva arriva arriva …Mahhhh….
Dopo la sosta ….la musica non cambia…se il maestro d orchestra non comprende che allenare è tutt’altra cosa
Minimo dovremmo avere 5 punti in più, quanto durerà ancora questa “tarantella”…