Catanzaro, a Palermo una prova di forza collettiva che fa sognare

I giallorossi hanno espugnato il "Barbera" con una grinta e una disponibilità al sacrificio straordinaria da parte di tutti

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Personalità, compattezza e una qualità di gioco che fa impazzire i tifosi. Questi gli ingredienti della seconda vittoria consecutiva ottenuta dal Catanzaro. Dopo il derby vinto contro il Cosenza, arriva uno stratosferico trionfo sul campo del Palermo, una delle corazzate per individualità di questa Serie B. I giallorossi erano consapevoli di trovare una compagine in un momento di difficoltà ma conquistare i tre punti come hanno fatto, con una prova di forza collettiva e molto più spettacolare rispetto a quella di una settimana fa, non era assolutamente scontato. Il 2-1 maturato stona anche un po’ con l’andamento della gara: la lezione di calcio inflitta dalle Aquile ai rosanero per oltre settanta minuti meritava qualcosa di più di quel magro risultato. Alla fine, la squadra di Vivarini non è riuscita a chiuderla e nell’ultimo quarto d’ora è stata costretta ad abbassarsi mostrando comunque un’ottima solidità difensiva sulla scia della precedente uscita.

Bello ed efficace: così è stato il Catanzaro che ha battuto il Palermo, proprio come vuole Vivarini. Il collega Corini aveva provato a sorprendere il tecnico abruzzese con un inedito 3-4-3 e un atteggiamento aggressivo per riconquistare alto il pallone. I giallorossi hanno preso le misure subito al pressing avversario e dopo pochi minuti sono stati bravi anche a prendersi il centro del ring. Dietro, le iniziative rosanero sono state disinnescate bene da Scognamillo e Brighenti con Fulignati che non ha corso pericoli fino a fine partita. Con Ghion e Pompetti a fare il bello e il cattivo tempo, le Aquile hanno dominato a centrocampo ed è proprio lì che hanno trovato la libertà di allargare il gioco sulle fasce per costruire le occasioni migliori. Sugli scudi, l’asse destro KatserisSounas e Vandeputte a sinistra. Il giovane greco è stata la spina nel fianco della retroguardia palermitana mentre il 29enne, da falso esterno, con i suoi movimenti a entrare dentro il campo è risultato determinante nello smarcare i compagni e far nascere azioni pericolose. Nei momenti clou, il Catanzaro è riuscito poi ad essere spietato: nel primo tempo colpisce Iemmello e nella ripresa Biasci, proprio come nel derby.

In una giornata da incorniciare al “Barbera”, l’unica nota negativa del Catanzaro è stata forse la sofferenza finale. Qualcosa che ci può stare ma poteva essere evitata segnando il terzo gol a metà secondo tempo (palo di Vandeputte e due chance per Biasci non sfruttate). I cambi conservativi di Vivarini (Vandeputte e Katseris fuori per Oliveri e Miranda), effettuati con l’intenzione di gestire il doppio vantaggio, non hanno aiutato molto la squadra. Ambrosino e Stoppa, entrati per Biasci e Iemmello a dieci minuti dalla fine, non sono riusciti a tenere gli avversari lontani dall’area di rigore giallorossa. Le Aquile hanno inoltre accusato un po’ di stanchezza ma alla fine sono riusciti a portare a casa i tre punti con una grinta e una disponibilità al sacrificio straordinaria da parte di tutti. Dopo il gol di Stulac, Fulignati ci ha dovuto mettere del suo in questa vittoria con un miracolo su Segre a negare l’ennesima rimonta della squadra che segna più reti in B negli ultimi 15′. Un dato che dimostra la bontà dell’impresa di un Catanzaro divenuto ormai maturo anche al piano di sopra. Le tre sconfitte consecutive potevano far perdere autostima al gruppo e invece sono state una tappa del percorso di crescita. I ragazzi di Vivarini pare abbiano imparato a soffrire e in questa categoria è una peculiarità fondamentale se si vuole sognare.

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2 anni fa

Ora pensiamo al Pisa

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2 anni fa

Bella prova convincente

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