Il 28 giugno 2022 iniziava l’esperienza di Andrea Fulignati al Catanzaro. Un’avventura cominciata dal portiere toscano con l’obiettivo di riscattare alcune deludenti annate e proseguita regalandogli diverse soddisfazioni. Dalla riconquista di un posto da titolare inamovibile alla ritrovata continuità di prestazioni, passando per gioie come la promozione a suon di record in Serie B condita anche dalle sue 24 clean sheet collezionate in 35 partite di Serie C. Troppo difficile, se non impossibile, ripetere questi numeri in una categoria così complicata come il torneo cadetto. Tuttavia, il numero uno delle Aquile non si può dire abbia deluso finora le aspettative, anzi si è confermato estremo difensore di assoluta affidabilità nonostante qualche errore. Nel complesso, infatti, Fulignati ha mantenuto un rendimento abbastanza alto. In tutte le otto partite disputate fin qui tra i cadetti è riuscito a lasciare sempre il segno, indipendentemente dai gol incassati (ben 13 in totale) frutto di varie situazioni.
Le prime tre gare quest’anno di Fulignati, al ritorno in B dopo tre stagioni, sono state più che positive: un solo gol subito, grandi parate e un rigore neutralizzato a Moro al “Ceravolo” alla terza giornata contro lo Spezia. Dopo l’ottimo avvio, una leggera flessione sia sua che dell’intera retroguardia nelle sfide con Lecco, Parma e Bari. Tre partite negative della difesa del Catanzaro (11 reti incassate) con errori anche dello stesso portiere classe 1994, finito un po’ nell’occhio del ciclone soprattutto per le due respinte corte che al “San Nicola” hanno portato Koutsoupias alla doppietta. Se magari in Puglia i suoi interventi sono potuti costare la vittoria, a Genova contro la Sampdoria ha alzato la saracinesca risultando decisivo con le sue prodigiose parate nel primo storico successo giallorosso in campionato a Marassi coi blucerchiati. Ad ogni modo, l’importanza di Fulignati è indiscutibile non solo tra i pali ma anche nell’impostazione del gioco della squadra. Sotto questo aspetto è cresciuto tanto agli ordini di Vincenzo Vivarini, diventando l’arma in più del Catanzaro grazie alla sua capacità di effettuare passaggi lunghi e precisi negli spazi per i compagni. Molto più, quindi, di un semplice portiere.



Grande
Non ci sono dubbi
Un portierone